Povertà assoluta in Italia: i dati ISTAT 2025 raccontano un Paese fermo

Il rapporto ISTAT 2025 sulla povertà assoluta, basato sui dati riferiti al 2024, fotografa una realtà che non può più essere archiviata come emergenza temporanea. La povertà assoluta in Italia è diventata una condizione strutturale, stabile nei numeri ma sempre più grave nelle implicazioni sociali. Secondo l’ISTAT, oltre 2,2 milioni di famiglie vivono in povertà assoluta. In termini percentuali, si tratta dell’8,4% delle famiglie residenti. Gli individui coinvolti sono circa 5,7 milioni, pari al 9,8% della popolazione. Un italiano su dieci, di fatto, non riesce a sostenere la spesa minima necessaria per una vita dignitosa. Cos’è la povertà assoluta Per povertà assoluta non si intende una generica difficoltà economica, ma l’impossibilità di accedere a beni e servizi essenziali: alimentazione adeguata, abitazione, riscaldamento, abbigliamento, cure sanitarie di base. La soglia viene calcolata tenendo conto della composizione familiare, dell’area geografica e del costo della vita. Scendere sotto quella soglia significa non poter soddisfare bisogni primari. Numeri stabili, problema cronico Il Leggi tutto Povertà assoluta in Italia: i dati ISTAT 2025 raccontano un Paese fermo

Evento aperte le iscrizioni – FESTIVAL EMPORI a Parma – sabato 7 Febbraio

Negli ultimi anni il numero di persone che accedono agli empori solidali è aumentato in modo significativo.Il Festival nasce per promuovere una riflessione condivisa sull’esperienza degli empori in Italia e sulle possibili strategie per affrontare, in modo consapevole e concreto,la strada che abbiamo ancora davanti. ZIONE Sabato 7 febbraio 2026 / 9:00 – 17:00 Università degli Studi – Dipartimento di EconomiaVia Kennedy 6, Parma

La poverta’ ha bisogno di azioni di sostegno individuali, i sussidi non possono bastare – TakeUp

In Italia le politiche contro la povertà soffrono del problema del mancato accesso (take up): pur esistendo misure, strumenti e servizi, molte persone fragili restano escluse perché non riescono a orientarsi tra burocrazia, procedure digitali e requisiti complessi. Il nodo centrale non è la mancanza di informazioni o risorse, ma l’assenza di relazioni di accompagnamento. Le persone più vulnerabili hanno bisogno di qualcuno che si faccia prossimo, costruisca fiducia e le aiuti a comprendere e attraversare la complessità amministrativa. Le evidenze internazionali mostrano che l’accompagnamento relazionale è spesso più decisivo dei trasferimenti economici stessi. In Italia, però, assistenti sociali e Caf sono sovraccarichi e il Terzo settore è coinvolto in modo frammentario. Da qui la proposta di creare una rete strutturata di “angeli sociali”: cittadini formati, volontari o operatori del Terzo settore, riconosciuti e valorizzati come ponte tra istituzioni e persone fragili. Attraverso un Albo, piccoli incentivi e la certificazione delle competenze relazionali acquisite, si darebbe dignità e Leggi tutto La poverta’ ha bisogno di azioni di sostegno individuali, i sussidi non possono bastare – TakeUp