Nuovo ISEE 2015, cosa cambia

Dal 1° Gennaio è entrato in vigore il nuovo ISEE 2015 (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), emanato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 159 del 5 Dicembre 2014. Lo strumento, definito dai detrattori “riccometro”, è predisposto per fornire all’Agenzia delle Entrate un quadro dettagliato riguardo alla ricchezza delle famiglie, che non hanno più modo di nascondere i beni patrimoniali in virtù dei controlli incrociati che il Fisco può effettuare, avendo libero accesso all’archivio dei conti correnti bancari. Chi sino ad ora ha illegittimamente ottenuto sconti e benefici previdenziali ha praticamente le ore contate: vediamo perché. Nuovo Isee, così lo stato scoverà i finti poveri “In pratica – sottolinea ancora Canepari – il documento in questione è già pronto per il 90% visto che comunque noi nei mesi scorsi abbiamo collaborato fianco a fianco con Inps e ministero del Lavoro per definire le nuove procedure di compilazione del nuovo Isee. Quello che manca è proprio l’adeguamento Leggi tutto Nuovo ISEE 2015, cosa cambia

I lavoratori autonomi sono i più a rischio di povertà

Piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti e soci cooperative, quindi le famiglie con fonte principale da lavoro autonomo, sono quelle più a rischio povertà. Lo scorso anno una su quattro si è trovata in difficoltà economica. Lo rileva l’ufficio studi della Cgia di Mestre secondo cui dal 2008 al primo semestre di quest’anno gli autonomi che hanno chiuso l’attività sono stati 348.400 (-6,3%) mentre la platea dei lavoratori dipendenti, è diminuita “solo” del 3,8%. La Cgia sottolinea inoltre che nel 2013 il 24,9% degli autonomi ha vissuto con un reddito disponibile inferiore a 9.456 euro annui (soglia di povertà calcolata dall’Istat). Per quelle con reddito da pensioni, il 20,9% ha percepito un reddito al di sotto della soglia di povertà, mentre per quelle dei lavoratori dipendenti il tasso si è attestato al 14,4% (quasi la metà rispetto al dato riferito alle famiglie degli autonomi). Dopo quasi sette anni di crisi, il cosiddetto ceto medio produttivo è sempre più Leggi tutto I lavoratori autonomi sono i più a rischio di povertà

Olanda, le banche del cibo: la lenta agonia del welfare state

Nei Paesi Bassi negli ultimi tre anni si sono moltiplicate in modo esponenziale le cosiddette “banche del cibo”, le “Voedselbanken”. Sono dei veri e propri centri di redistribuzione gratuita di alimenti per le persone meno abbienti. I prodotti alimentari provengono dai supermercati, delle grandi catene commerciali e anche delle singole unità familiari. Alcuni sono leggermente danneggiati, altri sono molto vicini alla scadenza, altri ancora vengono scartati perché non più in linea con le strategie di mercato, oppure sono semplicemente donati. Si basa tutto sulla buona volontà dei privati. Il welfare state non c’entra nulla. Ovviamente ci sono dei criteri per poter diventare “clienti” di queste banche. Non basta varcare la soglia e riempire il carrello. Se un qualsiasi cittadino vuole usufruire dei servizi offerti dalla banca deve presentare la dichiarazione dei redditi, tutte le bollette e tutte le ricevute delle spese fondamentali sostenute durante il mese. Quindi acqua, luce, gas, affitto, tasse, assicurazione, cibo, vestiti. Se una volta Leggi tutto Olanda, le banche del cibo: la lenta agonia del welfare state