I lavoratori autonomi sono i più a rischio di povertà

Piccoli imprenditori, artigiani, commercianti, liberi professionisti e soci cooperative, quindi le famiglie con fonte principale da lavoro autonomo, sono quelle più a rischio povertà. Lo scorso anno una su quattro si è trovata in difficoltà economica. Lo rileva l’ufficio studi della Cgia di Mestre secondo cui dal 2008 al primo semestre di quest’anno gli autonomi che hanno chiuso l’attività sono stati 348.400 (-6,3%) mentre la platea dei lavoratori dipendenti, è diminuita “solo” del 3,8%. La Cgia sottolinea inoltre che nel 2013 il 24,9% degli autonomi ha vissuto con un reddito disponibile inferiore a 9.456 euro annui (soglia di povertà calcolata dall’Istat). Per quelle con reddito da pensioni, il 20,9% ha percepito un reddito al di sotto della soglia di povertà, mentre per quelle dei lavoratori dipendenti il tasso si è attestato al 14,4% (quasi la metà rispetto al dato riferito alle famiglie degli autonomi). Dopo quasi sette anni di crisi, il cosiddetto ceto medio produttivo è sempre più Leggi tutto I lavoratori autonomi sono i più a rischio di povertà

Occupazione lavorativa a Parma nel 2013

L’aggiornamento al primo trimestre 2013 dei dati Istat della rilevazione sulle forze di lavoro ha visto un ulteriore aggravamento della disoccupazion e che ha registrato una crescita esplosiva, sia in Italia che in Emilia+Romagna, dal terzo trimestre 2011 al primo trimestre 2013, cioè i sette trimestri su cui si è rilevata la nuova fase recessiva sul prodotto interno lordo e sulla produzione industriale. Questa formidabile crescita della disoccupazione non ha accennato a rallentare nemmeno nei mesi di aprile e maggio, registrando invece nuovi aumenti, sia in termini assoluti che relativi: stando infatti ai dati provvisori disponibili per il livello nazionale, nel mese di maggio 2013, il numero delle persone in cerca di occupazione ha subito un aumento congiunturale dell’1,8%, arrivando a 3 milioni 140 mila unità, come dato destagionalizzato, il tasso di disoccupazione totale è salito al 12,2% e quello giovanile al 38,5%. Ad aggravare un simile quadro – che, di per sé, sarebbe difficile pensare in termini Leggi tutto Occupazione lavorativa a Parma nel 2013