Arriva il 2026! Tanti nuovi progetti.

Finisce il 2025 e arriva il 2026! La speranza è che sia un anno migliore di quello che ci lasciamo alle spalle. Tante le cose sulle quali l’umanità deve impegnarsi.

La disuguaglianza che colpisce sia le società ricche che quelle povere e che mette in discussione il nostro sistema economico. La violenza della guerra, oggi alle porte dell’Europa con il conflitto in Ucraina. La violenza che ancora oggi vivono donne e bambini del popolo palestinese a Gaza.

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Sofferenze che armano i nostri cuori, induriscono le nostre anime e paralizzano la nostra umana sensibilità verso gli altri, intesi come coloro che abitano la Nostra vita.

L’Emporio cerca di tenere viva la speranza per tutti coloro che hanno necessità di un aiuto, di un sostegno perché in difficoltà. Non è una soluzione completa o definitiva, ma “Una porta aperta” un luogo di ascolto e di conoscenza.

5. Il biblico invito alla speranza porta dunque con sé il dovere di assumersi coerenti responsabilità nella storia, senza indugi. La carità, infatti, «rappresenta il più grande comandamento sociale». La povertà ha cause strutturali che devono essere affrontate e rimosse. Mentre ciò avviene, tutti siamo chiamati a creare nuovi segni di speranza che testimoniano la carità cristiana, come fecero molti santi e sante in ogni epoca. Gli ospedali e le scuole, ad esempio, sono istituzioni create per esprimere l’accoglienza dei più deboli ed emarginati. Essi dovrebbero far parte ormai delle politiche pubbliche di ogni Paese, ma guerre e diseguaglianze spesso ancora lo impediscono. Sempre più, segni di speranza diventano oggi le case-famiglia, le comunità per minori, i centri di ascolto e di accoglienza, le mense per i poveri, i dormitori, le scuole popolari: quanti segni spesso nascosti, ai quali forse non badiamo, eppure così importanti per scrollarsi di dosso l’indifferenza e provocare all’impegno nelle diverse forme di volontariato! PAPA LEONE XIV “Giornata del povero”

Ecco la funzione dell’Emporio quella di DISARMARE I CUORI e rendere possibile un incontro umano con l’altro nella sua cultura, diversità, difficoltà, bisogno che è anche il nostro bisogno, la nostra difficoltà. Un lavoro di rete insieme a tutte le associazioni e enti della valle.

Per cui un grazie a tutti i Volontari che si impegnano ogni giorno in Emporio per portare avanti questo progetto. Con la speranza che nel 2026 possano aumentare per migliorare ciò che stiamo facendo e per rendere la Nostra valle accogliente e inclusiva. Tanti sono i progetti per il 2026 che ci impegneranno e tante le nuove energie e idee creative di cui abbiamo bisogno.

Quindi nel 2026 auguriamo a tutti Pace, serenità e accoglienza dell’altro, poiché la prima pace la costruiamo disarmando il nostro cuore.

Dio ama sperare con il cuore dei piccoli, e lo fa coinvolgendoli nel suo disegno di salvezza. Quanto più bello è il disegno, tanto più grande è la speranza. E in effetti il mondo va avanti così, spinto dalla speranza di tante persone semplici, sconosciute ma non a Dio, che malgrado tutto credono in un domani migliore, perché sanno che il futuro è nelle mani di Colui che gli offre la speranza più grande. PAPA LEONE XIV Omelia del 31 dicembre