“Fermare la spirale di violenza prima che diventi una voragine” Papa Leone XiV

l Papa – Leone XIV – durante l’Angelus di domenica 1° marzo 2026 ha lanciato un appello forte per fermare l’escalation di violenza in Medio Oriente e in Iran. Ha detto che oltre alle armi e alle minacce reciproche non porta nulla di buono, ma solo dialogo responsabile e diplomazia. Ha definito la situazione “drammatica” e ha chiesto alle parti coinvolte di assumersi la responsabilità morale di interrompere la spirale di violenza prima che diventi una “voragine irreparabile”. Il Papa ha ribadito che la pace e la stabilità non si costruiscono con armi, distruzione, dolore e morte, ma con discussioni autentiche e giuste che guardino al bene dei popoli. Ha anche esteso il suo pensiero alla tensione fra Pakistan e Afghanistan, invitando al ritorno al dialogo anche lì, e ha invitato tutti a pregare per la pace nei conflitti globali. In sostanza: critica all’uso della forza, richiesta di de-escalation e recupero della diplomazia in un contesto regionale (e Leggi tutto “Fermare la spirale di violenza prima che diventi una voragine” Papa Leone XiV

L’Europa e il mondo cattolico per sanare l’imperialismo utilitaristico

L’economista ZAMAGNI sull’Avvenire Secondo Stefano Zamagni, quanto sta accadendo oggi non è una deriva imprevedibile ma la ripetizione di schemi storici già visti negli Stati Uniti. Cambiano le etichette — dall’espansionismo all’imperialismo — ma la logica resta la stessa. L’istituzione del Consiglio per la Pace voluto da Donald Trump rappresenta, a suo giudizio, il punto di arrivo di un processo di lungo periodo che svuota decenni di riflessioni su diritto internazionale, democrazia, rappresentanza e libertà. Zamagni interpreta questa scelta come l’ultimo esito del neocolonialismo americano, che ha progressivamente concentrato il potere globale nelle mani di un’oligarchia finanziaria e politica. A sostegno richiama tre snodi storici: La conclusione è netta: non si tratta di follia o improvvisazione, ma dell’attuazione coerente di un piano culturale fondato sull’utilitarismo, in cui tutto diventa merce. Anche la pace. «Sbaglia chi parla di follia, c’è un piano culturale che parte dal principio dell’utilitarismo e che vede le “Big Tech” in un ruolo-chiave. Il tycoon Leggi tutto L’Europa e il mondo cattolico per sanare l’imperialismo utilitaristico

Povertà assoluta in Italia: i dati ISTAT 2025 raccontano un Paese fermo

Il rapporto ISTAT 2025 sulla povertà assoluta, basato sui dati riferiti al 2024, fotografa una realtà che non può più essere archiviata come emergenza temporanea. La povertà assoluta in Italia è diventata una condizione strutturale, stabile nei numeri ma sempre più grave nelle implicazioni sociali. Secondo l’ISTAT, oltre 2,2 milioni di famiglie vivono in povertà assoluta. In termini percentuali, si tratta dell’8,4% delle famiglie residenti. Gli individui coinvolti sono circa 5,7 milioni, pari al 9,8% della popolazione. Un italiano su dieci, di fatto, non riesce a sostenere la spesa minima necessaria per una vita dignitosa. Cos’è la povertà assoluta Per povertà assoluta non si intende una generica difficoltà economica, ma l’impossibilità di accedere a beni e servizi essenziali: alimentazione adeguata, abitazione, riscaldamento, abbigliamento, cure sanitarie di base. La soglia viene calcolata tenendo conto della composizione familiare, dell’area geografica e del costo della vita. Scendere sotto quella soglia significa non poter soddisfare bisogni primari. Numeri stabili, problema cronico Il Leggi tutto Povertà assoluta in Italia: i dati ISTAT 2025 raccontano un Paese fermo

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