Una risposta alla crisi del welfare. Gino Mazzoli
Chi sono i vulnerabili? Costruire partecipazione nel tempo della vulnerabilità, Supplemento al n. 259/2012 di Animazione Sociale. Se utilizziamo due semplici variabili (le risorse economiche – asse verticale – e quelle di rete – asse orizzontale) emerge una mappa dei ceti sociali completamente rivoluzionata rispetto a 20 anni fa, quando si potevano distinguere nettamente due aree: da un lato i cittadini indigenti, portatori di disagi evidenti; dall’altro lato i cittadini in grado di farcela da soli di fronte a difficoltà e imprevisti e, anche in assenza di consistenti risorse culturali ed economiche, dotati di un ragguardevole patrimonio di reti. Oggi abbiamo l’area degli emarginati che costituiscono il target tradizionale dei servizi sociali, con scarse risorse economiche e legami sociali scarsi o assenti (quadrante D); una seconda grande area composta da cittadini istruiti e benestanti con una funzione di traino e leadership – i promotori di coesione – e il buon vecchio ceto popolare, oggi perlopiù monogenerazionale anziano, con Leggi tutto Una risposta alla crisi del welfare. Gino Mazzoli
