Mi chiamano Maestra. Dare parole a chi non ha parole

Sabato 25 marzo alle 17.30 in biblioteca Manara si terrà la presentazione del libro di Maria Antonietta Brugnoli “Mi chiamano Maestra. Dare parole a chi non ha parole”, Relatori: Prof.ssa Maria Antonietta Brugnoli Autrice del libro Maria Augusta Favali Comitato dei presidenti onorari di Religion for Peace. Maria Antonietta Brugnoli, maestra di italiano di Borgotaro, ha pubblicato il libro “Mi chiamano maestra. Dare parole a chi non ha parole”, in cui racconta la sua esperienza di “contatto” con un mondo per lei sconosciuto e oggi divenutole importante, come per tutta la comunità di Borgotaro. Il libro in anteprima cliccando qui http://bit.ly/2nrqL46

Nuovi volontari all’Emporio

Borgotaro e’ un paese ospitale da sempre, l’ultima testimonianza di questa disponibilità è la presenza tra Noi di sei ragazzi della Guinea Bissau  che arrivati nel Nostro paese in fuga da una situazione di guerra e povertà, hanno richiesto asilo come rifugiati. L’accoglienza che hanno ricevuto è stata positiva anche se oggi la situazione economica di crisi stá provando la Nostra disponibilità personale verso gli altri. Da subito si sono attivati e si sono impegnati in attività di volontariato, in questa attivazione hanno anche accettato di impegnarsi nei lavori più gravosi dell´Emporio, sono diventati i gestori del magazzino e del carico e scarico merci. Federico coordinatore dell´Emporio ha da subito potuto apprezzare questo importante servizio. La lingua italiana non è ancora al 100% ma con l´aiuto di valenti insegnanti i passi avanti sono giornalieri. In questo servizio che svolgono abbiamo potuto conoscerli e siamo rimasti colpiti dalla loro bontà d’animo. Vengono da situazioni difficili, il loro lungo viaggio Leggi tutto Nuovi volontari all’Emporio

Dicevano di noi

«Non amano l’acqua, molti di loro puzzano perché tengono lo stesso vestito per molte settimane. Si costruiscono baracche di legno ed alluminio nelle periferie delle città dove vivono, vicini gli uni agli altri. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano di solito in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci. Tra loro parlano lingue a noi incomprensibili, probabilmente antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina ma sovente davanti alle chiese donne vestite di scuro e uomini quasi sempre anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano non solo perché poco attraenti e selvatici, ma perché si è diffusa la voce di alcuni stupri consumati dopo agguati in strade periferiche quando le Leggi tutto Dicevano di noi

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