Riflessione sul terzo Settore: a rischio di essere una surroga dello stato

Sara Saraceno wikipedia Laueata in Filosofia, fino al 2008 è stata docente di Sociologia della famiglia nella Facoltà di Sociologia dell’Università di Trento e in seguito nella Facoltà di Scienze politiche all’Università degli Studi di Torino. Dall’ottobre 2006 a giugno 2011 è stata docente di ricerca presso il Wissenschaftszentrum für Sozialforschung di Berlino. Attualmente è honorary fellow al Collegio Carlo Alberto di Torino.[1] Chiara Saraceno, sociologa ed esperta di temi sociali, riflette sulla provocazione lanciata da VITA magazine, che invita a immaginare una società senza il Terzo settore. La domanda solleva un interrogativo cruciale: il Terzo settore è indispensabile perché supplisce alle carenze dello Stato o perché svolge un ruolo che lo Stato dovrebbe assumere?

LA POVERTA’ EDUCATIVA EMERGENZA NAZIONALE

I minori in povertà assoluta sono un milione 295mila. È il 13,8% del totale. Vivono in povertà alimentare 200mila bimbi sotto i cinque anni, l’8,5% del totale Quasi la metà dei bambini vive in situazioni di «sovraffollamento abitativo» Aumentano inaccettabili differenze territoriali, dovute a povertà, ma anche a una diseguale distribuzione e accessibilità dei servizi sanitari La povertà educativa per mancanza di sufficienti opportunità educative formali e informali restringe per troppe bambine/i e adolescenti la possibilità di sviluppare appieno le proprie capacità. Aumentano le vittime di abuso e maltrattamento familiare e i minorenni di 14-17 anni in carcere. I primi sono passati da 21.709 nel 2020 a 25.260 nel 2023. I secondi sono raddoppiati, passando da 139 nel 2021 a 311 nel 2024. Povertà educativa, i fondi sono sparitiIl governo ha deciso di non rifinanziare gli interventi finalizzati a «rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale dei minori» istituito dal governo Renzi nel 2016La povertà educativa Leggi tutto LA POVERTA’ EDUCATIVA EMERGENZA NAZIONALE

VITTIME SUL LAVORO E IL BOOM DEGLI OVER 65

Gli incidenti mortali che coinvolgono i lavoratori anziani, in particolare quelli sopra i 65 anni. In dieci giorni, tre persone di questa fascia di età hanno perso la vita in incidenti sul lavoro, con l’ultimo caso che ha coinvolto un uomo di 71 anni, ucciso dal crollo di detriti durante lavori di ristrutturazione, in provincia di Lecce. Questo fenomeno è sempre più allarmante e solleva questioni legate alla sicurezza sul lavoro, soprattutto per i lavoratori più anziani, che sono sempre più numerosi a causa delle riforme pensionistiche che hanno aumentato l’età pensionabile. Secondo le statistiche, i lavoratori anziani, definiti dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come coloro che hanno almeno 55 anni, sono esposti a un rischio maggiore di incidenti mortali. Infatti, nel 2022, quasi la metà degli incidenti mortali sul lavoro ha coinvolto persone di età superiore ai 55 anni. Tra i lavoratori over 65, l’incidenza di mortalità è particolarmente alta. L’aumento del numero di lavoratori anziani è correlato Leggi tutto VITTIME SUL LAVORO E IL BOOM DEGLI OVER 65