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INFORMATIVA GENERALE SULL’ATTIVITA’ DELL’EMPORIO

L’attivita’ dell’Emporio solidale Valtaro e’ regolamentato dallo statuto dell’associazione “Borgotaro solidale ODV” aderente al terzo settore. Secondo gli scopi statutari, in modo gratuito dona alimenti, prodotti per l’igiene e materiale non alimentare per il contrasto a fenomeni di povertà materiale, alimentare ed educativa. Le donazioni avvengono in modo saltuario “In riferimento alle forniture alimentari reperite dai vari enti donatori o enti backLine”.

Per cui citando la Legge del Buon Samaritano art 1 e Le linee guida della regione Emilia Romagna le attivita’ di tipo saltuario sono di un ente Front-Line che mantiene le caratteristiche del consumatore finale con l’obbligo nei confronti dei beneficiari della comunicazione informativa in riferimento al buon stato di conservazione e alle modalità di conservazione dopo la donazione.

Risulta responabilità del beneficiario la buona conservazione del bene alimentare al fine di non renderlo deperibile.

In riferimento alla conservazione si seguono le buone prassi definite dall’ Istituto Superiore della Sanita’ e dalla Regione emilia-romagna nell’opuscolo in cui si stabiliscono in via indicativa i tempo di conservazione delle derrate con definito il Tempo Minimo ConservazioneTMC e la non distibuibilità delle derrate deperibili entro la scadenza.

Opuscolo regionale

Cit.

Legge n°155/2003 “Legge del buon samaritano”

ART 1 “Gli enti pubblici nonché gli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità, compresi 

((gli enti del Terzo settore di cui al codice del Terzo settore, di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117))

, che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita di prodotti alimentari, di prodotti farmaceutici e di altri prodotti agli indigenti, sono equiparati, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli stessi.”

Dal Linea guida per il recupero, la distribuzione e l’utilizzo di prodotti alimentari per fini di solidarietà sociale

“Lo Stato italiano con la Legge n. 155 del 16 luglio 2003 “Disciplina della Distribuzione dei prodotti alimentari a fini di solidarietà sociale” (c.d. Legge del Buon Samaritano) equipara al consumatore finale le organizzazioni di volontariato che raccolgono e distribuiscono il cibo a persone indigenti. A seguito dell’approvazione del Codice del terzo Settore, vengono ampliati i soggetti che possono raccogliere e distribuire alimenti. L’unico articolo della legge “del Buon Samaritano” viene pertanto così modificato ”Gli enti pubblici nonché gli enti privati costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche e solidaristiche e che, in attuazione del principio di sussidiarietà e in coerenza con i rispettivi statuti o atti costitutivi, promuovono e realizzano attività d’interesse generale anche mediante la produzione e lo scambio di beni e servizi di utilità sociale nonché attraverso forme di mutualità, compresi gli enti del Terzo settore di cui al decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117 (Codice del Terzo settore), che effettuano, a fini di beneficenza, distribuzione gratuita di prodotti alimentari, di prodotti farmaceutici e di altri prodotti agli indigenti, sono equiparati, nei limiti del servizio prestato, ai consumatori finali, ai fini del corretto stato di conservazione, trasporto, deposito e utilizzo degli stessi”.”




RACCOLTA ALIMENTARE “Dona una spesa”

SABATO 6 Maggio

dona una spesa

Raccolta Alimentare Al CONAD di Borgotaro conclusa con 1062kg di alimenti di cui 336 kg di Pasta offerta da Conad.

Gia’ dalla scorsa settimana gli alimenti sono in distribuzione nel Nostro Emporio Solidale Valtaro.

Un ringraziamento a tutti i volontari e ai cittadini che hanno deciso di aderire.

volontari al lavoro



Quale futuro? Riflessioni dell’Emporio Valtaro sui dati di accesso 2017

L’Emporio Solidale Valtaro inizia la sua opera nel Luglio 2013, sono ad oggi cinque anni di ininterrotta attività nella distribuzione di beni (in netta prevalenza derrate alimentari) a favore di famiglie in difficoltà. Nell’arco di questo significativo lasso di tempo l’Emporio non solo ha provveduto ad alleviare un patimento impellente, ma ha raccolto negli anni una serie di dati a nostro giudizio significativi (perché ottenuti a stretto e quotidiano contatto con il fenomeno) inerenti alle dinamiche del disagio economico, meglio noto e più genericamente nominato ”povertà”. Sotto questo punto di vista l’Emporio svolge il ruolo dell’infermiere con in mano il termometro che rileva l’andamento della temperatura del paziente, in questo caso: l’insieme degli otto comuni dell’alta Valtaro che costituiscono bacino di utenza dell’Emporio stesso (per elenco comuni vedi Tab. A). Perché se l’Emporio è il termometro, esso si configura come semplice strumento rilevatore di un fenomeno che trova le sue ragioni, o comunque una sua espressione, nel metabolismo di quel “corpo sociale”.

Tabella A/1

 

Siamo ovviamente coscienti che in una società moderna e sviluppata otto comuni di alta valle non sono un’entità isolata, ma largamente dipendente da un mondo economico e sociale più vasto che ne condiziona in buona parte la vita. Ma pure il ricondurre i dati dell’utenza Emporio alla realtà territoriale di competenza permette, nel caso, di verificare quale impatto hanno provocato e provocano quegli stessi condizionamenti esterni, in combinazione con il tessuto economico sociale locale, nell’ambito del fenomeno “povertà” considerato nei suoi aspetti quantitativi e qualitativi. Quegli stessi dati inoltre si prestano a confronti con realtà similari o più vaste, come provinciali, regionali e/o nazionali in modo da mettere in luce eventuali costanti, specificità, anomalie.

Tabella A/2

 

Ci permettiamo così di sottoporre alle amministrazioni competenti, agli operatori sociali, alle istituzioni impegnate a vario titolo nelle comunità, ma anche alla platea più vasta dei cittadini nonché’ a tutti coloro che in questi anni hanno collaborato e sostenuto il progetto, un primo ventaglio di dati sintetizzati nelle tre tabelle a seguire per stimolare commenti, considerazioni, pareri. Tutte le tabelle si riferiscono all’anno 2017.

La tabella A/1 registra la provenienza dell’Utenza Emporio comune per comune. Di assoluta evidenza la prevalenza di residenti nel comune di Borgotaro, lo stesso comune di ubicazione dell’Emporio e di gran lunga il più popolato. Occorre a questo proposito sottolineare la probabile difficoltà da parte di nuclei familiari residenti in altri comuni nel raggiungere la sede dell’Emporio a causa degli alti costi di trasporto la cui insostenibilità aumenta con il diminuire della disponibilità economica (non ci è inusuale la richiesta di fare spesa doppia dimezzando così i costi di viaggio, ma a scapito di un minor rifornimento di derrate alimentari fresche, quindi di un peggioramento della dieta). Questo aspetto ci induce a pensare che in realtà il bacino di utenza esistente nei comuni diversi da Borgotaro sia più consistente di quanto rilevato, anche per il fatto che in alcuni comuni (vedi Bedonia) esistono forme locali di aiuto, per esempio: pacco alimentare, segnale evidente di un disagio presente non registrato dall’Emporio. Infine un dato generale: su una popolazione totale residente negli otto comuni di 18996 abitanti, il numero utenti Emporio risulta nel 2017 di 231 persone pari al 1,22%; parliamo in questo caso di utenza permanente, ad essa occorre sommare una ventina di persone stimate come affluenza saltuaria, rispetto alle quali non è possibile ricostruire la provenienza.

Tabella B

La tabella B illustra i nuclei familiari utenti permanenti dell’Emporio divisi per tipo di reddito. Il dato è ricavato dall’attribuzione ISEE (attestazione necessaria per l’iscrizione e la presa in carico da parte dell’Emporio in concomitanza di un indicatore di situazione economica equivalente che sia pari o inferiore a 8000 Euro) Anche qui, inequivocabile, emerge una netta prevalenza: quella di nuclei familiari nei quali uno o più componenti sono percettori di reddito da lavoro, molto più bassa la fetta relativa a disoccupati assoluti e infine minoritaria la componente pensionati. La forza dei numeri ci riconduce così, dopo averne fotografato la quantità, alla qualità del fenomeno “povertà” che stiamo cercando di disegnare. Non si tratta di una massiccia mancanza di lavoro, ma di occupazioni precarie e sottopagate che, a dieci anni dalla crisi 2008, inducono a formulare l’ipotesi di un fenomeno strutturale e non episodico. Sorgono allora spontanee le domande: alla luce di questo tipo di tessuto produttivo e occupazionale e nelle more di una realtà economica sempre più incerta e conflittuale, con quali prospettive si deve guardare al futuro? Dobbiamo quindi pensare all’Emporio come ad una struttura permanente perché permane fisiologicamente la ragione del suo esistere? E se ciò è vero, a quali livelli di affluenza dovrà far fronte l’Emporio domani, e con quali forze e risorse

Tabella C

Per concludere la tabella C specifica ulteriormente la qualità dell’utenza considerata ora nella sua divisione per fasce d’età. In ordinata compaiono le percentuali di incidenza degli utenti Emporio sul totale degli abitanti negli otto comuni a pari fascia d’età. Da 100 fino a 84 anni la presenza è uguale a zero, da quel punto inizia a salire una cresta impervia mano a mano che la popolazione è più giovane; colpisce drammaticamente quella rampa finale riferibile al dato da 0 a 4 anni, significa che su 535 bambini e bambine residenti totali fino a 4 anni, 24 sono utenti Emporio, il dato è pari al 4,49%. Sale in progressione la percentuale di generazioni che hanno nella precarietà la loro esperienza quotidiana fin dalla più tenera età. Il dato è condizionato anche dall’entità delle fasce d’età della popolazione totale, costantemente in discesa a partire dai 35-39 anni, in pratica dalla fine degli anni 70 del secolo scorso. Un calo del quale, ad oggi, non si intravede una inversione di tendenza.

Una povertà che dura nel tempo, ma che comunque appartiene al ceto produttivo e che produce una ricchezza, una povertà progressivamente più presente nella popolazione più giovane, cioè una fascia di persone che in pratica rappresenta il futuro, e il tutto in un contesto generale incerto e fragile economicamente e in calo demografico da decenni, questo il quadro che ci pare emerga ad un primo impatto, ad un primo sguardo. L’Emporio, dicevamo più sopra, è solo un termometro o al più un infermiere in grado di alleviare picchi di temperatura, ma che non sarà mai risolutivo finché un medico non ne comprenda le ragioni. Infine l’attenzione principale sulla quale vogliamo porre con forza la riflessione è sulle dinamiche in prospettiva di questi fattori, perché il loro sviluppo non riguardano la “povertà” come fosse un episodio a se stante, estraneo, perché non è un fatto chiuso in se stesso, ma un fattore determinato e che a sua volta determina l’intera comunità.

Nota sulle fonti:
Elaborazioni dati Emporio accessi banca dati informatica.
Attestazioni indicatore di situazione economica certificate da Inps ISEE 2017.
Indicatori demografici della provincia di Parma.
Pubblicato su www.emporiovaltaro.it

Articolo scaricabile in formato PDF Quale futuro – elaborazione dati 2017