{"id":327,"date":"2014-01-10T11:59:02","date_gmt":"2014-01-10T10:59:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.emporiovaltaro.it\/?p=327"},"modified":"2014-01-10T11:59:02","modified_gmt":"2014-01-10T10:59:02","slug":"rapporto-istat","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/?p=327","title":{"rendered":"Rapporto ISTAT"},"content":{"rendered":"<p><b>Crisi, Istat: \u00e2\u20ac\u0153Il 15,8% degli italiani \u00c3\u00a8 povero. Frenano stipendi, in calo posti fissi\u00e2\u20ac\u009d<\/b><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Povert\u00c3\u00a0-Istat2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-331\" alt=\"Povert\u00c3\u00a0 Istat\" src=\"http:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/Povert\u00c3\u00a0-Istat2-300x150.jpg\" width=\"300\" height=\"150\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il valore \u00c3\u00a8 ai massimi dal 1997, anno di inizio della serie storica. La disoccupazione giovanile \u00c3\u00a8 cresciuta del 14% dall&#8217;inizio della crisi, mentre i salari aumentano di soli 4 euro in un anno e diminuiscono i contratti a tempo indeterminato. Quasi un pensionato su due vive con meno di mille euro<\/p>\n<p>Gli italiani mai cos\u00c3\u00ac\u00c2\u00a0<b>poveri<\/b>\u00c2\u00a0dal 1997. E\u00e2\u20ac\u2122 la fotografia scattata dal rapporto sulla coesione sociale\u00c2\u00a0di <b>Istat<\/b>, Inps e Ministero del Lavoro. In particolare, nel 2012 si trova in condizione di\u00c2\u00a0<b>povert\u00c3\u00a0\u00c2\u00a0relativa <\/b>il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (+1,6 punti percentuali sul 2011) e il<b>\u00c2\u00a015,8% degli individui<\/b>\u00c2\u00a0(+2,2 punti).\u00c2\u00a0Tra le cause delle difficolt\u00c3\u00a0 economiche degli italiani, la piaga della <b>disoccupazione giovanile<\/b>. Secondo la relazione, il numero di giovani in cerca di lavoro \u00c3\u00a8 cresciuto del 14% dall\u00e2\u20ac\u2122inizio della crisi nel 2008. E anche chi ha un impiego non pu\u00c3\u00b2 certo sorridere. Le\u00c2\u00a0<b>retribuzioni<\/b>\u00c2\u00a0in Italia sono praticamente\u00c2\u00a0<b>ferme<\/b>: nel giro di un anno, gli stipendi sono aumentati di soli 4 euro, mentre quelli degli stranieri in Italia sono calati di 18 euro. Senza contare che \u00c3\u00a8 sempre pi\u00c3\u00b9 difficile trovare un posto fisso: i contratti a tempo indeterminato sono diminuito dell\u00e2\u20ac\u21221,3% in un anno, per gli under 30 del 9,4 per cento. Non se la passa troppo bene neanche chi ha smesso di lavorare: quasi un\u00c2\u00a0<b>pensionato<\/b>\u00c2\u00a0su due ha un reddito\u00c2\u00a0<b>inferiore a mille euro<\/b>.<\/p>\n<p><b>Povert\u00c3\u00a0 relativa ai massimi storici.<\/b>\u00c2\u00a0Nel 2012 si trova in condizione di<b>\u00c2\u00a0povert\u00c3\u00a0 relativa<\/b>\u00c2\u00a0il 12,7% delle famiglie residenti in Italia (+1,6 punti percentuali sul 2011) e il 15,8% degli individui (+2,2 punti). E\u00e2\u20ac\u2122 quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e Ministero del Lavoro. Si tratta dei valori pi\u00c3\u00b9 alti\u00c2\u00a0<b>dal 1997<\/b>, anno di inizio della serie storica. La povert\u00c3\u00a0 assoluta colpisce invece il 6,8% delle famiglie e l\u00e2\u20ac\u21228% degli individui. I poveri in senso assoluto sono raddoppiati dal 2005 e triplicati nelle regioni del Nord (dal 2,5% al 6,4%). Nel 2012 l\u00e2\u20ac\u2122indicatore sintetico \u00e2\u20ac\u02dcEuropa 2020\u00e2\u20ac\u00b2, che considera le persone a rischio di povert\u00c3\u00a0 o esclusione sociale, ha quasi raggiunto in Italia il 30%, soglia superata, tra i Paesi dell\u00e2\u20ac\u2122Europa a 15, solo dalla Grecia. \u00e2\u20ac\u0153Nel corso degli anni, la condizione di povert\u00c3\u00a0 \u00c3\u00a8 peggiorata per le famiglie numerose, con figli, soprattutto se minori, residenti nel Mezzogiorno e per le famiglie con membri aggregati, in cui convivono pi\u00c3\u00b9 generazioni\u00e2\u20ac\u009d, sottolinea il rapporto. Fra queste ultime una famiglia su tre \u00c3\u00a8 relativamente povera e una su cinque lo \u00c3\u00a8 in senso assoluto.<\/p>\n<p><b>Disoccupazione giovanile in aumento del 14% dall\u00e2\u20ac\u2122inizio della crisi.<\/b>\u00c2\u00a0Il numero di giovani in cerca di un\u00e2\u20ac\u2122occupazione \u00c3\u00a8 cresciuto del 14% dall\u00e2\u20ac\u2122inizio della crisi. E\u00e2\u20ac\u2122 quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e Ministero del Lavoro. I disoccupati, nel 2012, sono 2 milioni 744 mila, 636 mila in pi\u00c3\u00b9 rispetto al 2011. Il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 10,7%, con un incremento di 2,3 punti percentuali rispetto al 2011 (4 punti percentuali in pi\u00c3\u00b9 rispetto al 2008). Il tasso di disoccupazione giovanile supera il 35%, con un balzo in avanti rispetto al 2011 di oltre 6 punti percentuali (14 punti dal 2008). Il tasso di disoccupazione della popolazione straniera si attesta nel 2012 al 14,1% (+2 punti percentuali rispetto al 2011). I valori pi\u00c3\u00b9 alti si registrano al Nord dove il tasso raggiunge il 14,4% (16,3% per la componente femminile). Il rapporto evidenzia che nel 2012 gli occupati sono 22 milioni 899 mila, 69 mila in meno rispetto alla media del 2011. Il tasso di occupazione della popolazione 20-64 \u00c3\u00a8 pressoch\u00c3\u00a9 stabile da qualche anno (61% nel 2012, 61,2% nel 2011), ma \u00c3\u00a8 sceso di due punti percentuali dal 2008. Il calo pi\u00c3\u00b9 vistoso \u00c3\u00a8 quello registrato dal tasso di occupazione per la classe di et\u00c3\u00a0 15-24, che dal 2008 ha perso 5,8 punti percentuali, passando dal 24,4 al 18,6%. Gli occupati a tempo determinato sono 2 milioni 375mila, il 13,8% dei lavoratori dipendenti. Si tratta in gran parte di giovani e donne. Gli occupati part-time sono invece 3 milioni 906 mila, il 17,1% dell\u00e2\u20ac\u2122occupazione complessiva. In quest\u00e2\u20ac\u2122ultimo caso prevale nettamente la componente femminile.<\/p>\n<p><b>Frenano gli stipendi: 4 euro in pi\u00c3\u00b9 in un anno.<\/b>\u00c2\u00a0Nel 2012 la retribuzione mensile netta \u00c3\u00a8 di 1.304 euro per i lavoratori italiani e di 968 euro per gli stranieri. Rispetto al 2011, il salario netto mensile \u00c3\u00a8 rimasto quasi stabile per gli italiani (4 euro in pi\u00c3\u00b9) mentre risulta in calo di 18 euro per gli stranieri, il valore pi\u00c3\u00b9 basso dal 2008. E\u00e2\u20ac\u2122 quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e Ministero del Lavoro. In media, la retribuzione degli uomini italiani \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 elevata (1.432 euro) di quella corrisposta alle connazionali (1.146 euro). Il divario retributivo di genere \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 accentuato per la popolazione straniera, con gli uomini che percepiscono in media 1.120 euro e le donne soltanto 793. I lavoratori sovra istruiti (cio\u00c3\u00a8 in possesso di un titolo di studio pi\u00c3\u00b9 elevato rispetto a quello prevalentemente associato alla professione svolta) sono il 19% circa dei lavoratori italiani mentre la quota supera il 40% fra i lavoratori stranieri e raggiunge il 49% fra le occupate straniere.<\/p>\n<p><b>In calo i posti fissi: -1,3% dal 2012.<\/b>\u00c2\u00a0Il numero medio di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato nel 2013 \u00c3\u00a8 diminuito rispetto all\u00e2\u20ac\u2122anno precedente (-1,3%) attestandosi a quota 10.352.343. Il fenomeno ha riguardato soprattutto i lavoratori pi\u00c3\u00b9 giovani (under30) che sono diminuiti del 9,4%. E\u00e2\u20ac\u2122 quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e Ministero del Lavoro, a proposito degli occupati nel settore privato. Nel periodo 2010-2013 il peso dei giovani rispetto al complesso dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato \u00c3\u00a8 passato dal 16,8% al 14,0 per cento.<\/p>\n<p><b>Met\u00c3\u00a0 dei pensionati vive con meno di mille euro.<\/b>\u00c2\u00a0Quasi un pensionato su due (46,3%) ha un reddito da pensione inferiore a mille euro, il 38,6% ne percepisce uno fra mille e duemila euro, solo il 15,1% dei pensionati ha un reddito superiore a duemila euro. E\u00e2\u20ac\u2122 quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e Ministero del Lavoro. Al 31 dicembre 2012 i pensionati sono 16 milioni 594mila; di questi, il 75% percepisce solo pensioni di tipo Invalidit\u00c3\u00a0, Vecchiaia e Superstiti (Ivs), il restante 25% riceve pensioni di tipo indennitario e assistenziale, eventualmente cumulate con pensioni Ivs. Sotto il profilo geografico, il 28,3% dei pensionati risiede nel Nord-ovest, il 20,1% rispettivamente nel Nord-est e nel Centro, il 21,3% nel Sud e il 10,2% nelle Isole. La classe di et\u00c3\u00a0 pi\u00c3\u00b9 numerosa \u00c3\u00a8 quella degli ultraottantenni, con circa 3 milioni 900 mila pensionati, seguono quella dei 65-69enni, con circa 2 milioni 912mila pensionati e quella dei 70-74enni con 2 milioni 893mila individui; l\u00e2\u20ac\u21228,1% dei pensionati ha meno di 55 anni. Dal 2010 al 2012 il numero di pensionati diminuisce mediamente dello 0,68%, mentre l\u00e2\u20ac\u2122importo annuo medio aumenta del 5,4 per cento.<\/p>\n<p><b>Gli uomini guadagnano 98 euro al giorno, le donne 70.<\/b>\u00c2\u00a0Il divario di genere nelle retribuzioni del settore privato \u00c3\u00a8 piuttosto accentuato, con retribuzioni medie giornaliere per gli uomini pari a 98,30 euro, contro i 70,20 euro di quelle corrisposte alle donne. E\u00e2\u20ac\u2122 quanto emerge dal Rapporto sulla coesione sociale di Istat, Inps e Ministero del Lavoro. Nel 2013 la retribuzione media giornaliera dei lavoratori dipendenti (esclusi i domestici) con almeno una giornata retribuita nell\u00e2\u20ac\u2122anno \u00c3\u00a8 di 86,80 euro, in aumento di circa l\u00e2\u20ac\u21221,2% rispetto al 2011. A livello territoriale (estero a parte), \u00c3\u00a8 nel Nord-Ovest che si registra il livello pi\u00c3\u00b9 alto di retribuzione media giornaliera, pari a 95,30 euro, con il picco di 96,60 euro della Lombardia. I valori pi\u00c3\u00b9 bassi sono invece quelli delle Isole (72,10 euro) e del Sud (73,00 euro) con la Calabria fanalino di coda (69,00 euro).<\/p>\n<p><b>Per laureati al Sud e donne \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 difficile la ricerca del lavoro.<\/b>\u00c2\u00a0Trovare un impiego dopo la laurea \u00c3\u00a8 pi\u00c3\u00b9 difficile per i laureati che vivono abitualmente nel Mezzogiorno e per le donne. Lo svantaggio, rileva il Rapporto sulla Coesione Sociale dell\u00e2\u20ac\u2122Istat, si riscontra per tutte le tipologie di laurea. In particolare, il Rapporto dell\u00e2\u20ac\u2122Istat rileva che fra coloro che hanno conseguito una laurea nel 2007, nel 2011 risultano occupati quasi sette laureati di primo livello su dieci, otto su dieci in corsi di laurea specialistica\/magistrale biennale, e sette su dieci con laurea a ciclo unico.<\/p>\n<p><b>Il 37% dei giovani si \u00c3\u00a8 fermato alla licenza media.<\/b>\u00c2\u00a0Nel 2012, sono il 37,8% i giovani 18-24enni che hanno conseguito al massimo la licenza media e non stanno seguendo alcun corso di formazione (25,8% nel Mezzogiorno). Fra questi, quasi uno su quattro sta cercando attivamente un lavoro mentre il 38,5% risulta inattivo (49,1% nel Mezzogiorno). Nel 2012 hanno abbandonato gli studi 758 mila giovani tra i 18 e i 24 anni. Si tratta del 17,6% della popolazione di quella fascia di et\u00c3\u00a0 (percentuale che sale al 41,3% se si considerano solo gli stranieri). Nei paesi dell\u00e2\u20ac\u2122Europa a 15 questo valore non arriva al 14% e l\u00e2\u20ac\u2122Italia fa meglio solo di Spagna (24,8%) e Portogallo (20,8%).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-bottom-right\"><a href=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fposts%2F327&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Crisi, Istat: \u00e2\u20ac\u0153Il 15,8% degli italiani \u00c3\u00a8 povero. Frenano stipendi, in calo posti fissi\u00e2\u20ac\u009d Il valore \u00c3\u00a8 ai massimi dal 1997, anno di inizio della serie storica. 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