{"id":1168,"date":"2018-06-23T15:37:05","date_gmt":"2018-06-23T13:37:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/?p=1168"},"modified":"2018-06-23T15:37:05","modified_gmt":"2018-06-23T13:37:05","slug":"ancora-un-altro-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/?p=1168","title":{"rendered":"Ancora un altro giorno"},"content":{"rendered":"<p>I giorni all\u2019Emporio Solidale sembrano onde che rovinano sulla spiaggia, tutte uguali, infinite, inesauribili. Ci deve essere, l\u00e0 fuori, un oceano vasto e misterioso che le genera senza stancarsi mai, di giorno, di notte, sempre. Anche oggi abbiamo aperto, anche oggi distribuiamo derrate alimentari per le famiglie in difficolt\u00e0, come usa dire; aperti un altro giorno, un altro giorno ancora.<\/p>\n<p>Qualcuno ha pensato di raccogliere anche i vecchi giocattoli, quelli che i figli non guardano pi\u00f9, e nell\u2019angolo dedicato, mentre le madri fanno la spesa, i bambini rovistano negli scatoloni se trovano una cosa che piace. Zoran \u00e8 poco pi\u00f9 alto della scrivania, quando si accosta, lo si vede solo dai grandi occhi neri in su.\u201cC\u2019\u00e8 pistole?\u201d<\/p>\n<figure id=\"attachment_1169\" aria-describedby=\"caption-attachment-1169\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1169 size-medium\" src=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/zoran-300x300.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/zoran-300x300.png 300w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/zoran-150x150.png 150w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/zoran-600x600.png 600w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/zoran-100x100.png 100w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/zoran.png 704w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1169\" class=\"wp-caption-text\">Zoran<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cNo\u201d<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon le hanno portate\u201d<\/p>\n<p>E io continuo ad aggiornare al computer elenchi di utenti e spese sostenute. Poco dopo, come la fatalit\u00e0 inesorabile dei giorni che si susseguono, ricompaiono gli occhi neri di Zoran, appena sopra il filo della scrivania:<\/p>\n<p>\u201cC\u2019\u00e8 pistole?\u201d<\/p>\n<p>\u201cNo\u201d<\/p>\n<p>\u201cPerch\u00e9\u201d<\/p>\n<p>\u201cNon le fabbricano pi\u00f9\u201d Dico per chiudere una volta per tutte.<\/p>\n<p>Continuo a studiare i miei dati sulle famiglie utenti, e scopro che la maggior parte non \u00e8 disoccupata, ma lavora. E allora? E allora sono lavori saltuari o sottopagati, non \u00e8 la crisi, non \u00e8 un fatto episodico, \u00e8 strutturale. Anzi la crisi ha fatto diminuire il numero di utenti, chi poteva \u00e8 tornato in Romania, Moldova, Ucraina. Certo i miei sono dati limitati, ma entro questo limite, \u00e8 cos\u00ec.<\/p>\n<p>Il piccolo Zoran torna con in mano un libro:\u201cBravo, \u00e8 un libro da colorare\u201d Gli dico.<\/p>\n<p>\u201cNo matite\u201d<\/p>\n<p>Gli regalo i miei evidenziatori: giallo, rosso, verde. Lui riflette e mi dice:<\/p>\n<p>\u201cE il cielo?\u201d<\/p>\n<p>E allora gli lascio anche l\u2019evidenziatore azzurro, l\u2019ultimo che mi era rimasto.<\/p>\n<p>Il resto \u00e8 uno stillicidio di volti, di casi, di situazioni tutte diverse, e io posso solo ascoltare, non posso fermare l\u2019oceano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure id=\"attachment_1170\" aria-describedby=\"caption-attachment-1170\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1170 size-medium\" src=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/disegno-300x188.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"188\" srcset=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/disegno-300x188.png 300w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/disegno-600x375.png 600w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/disegno.png 640w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1170\" class=\"wp-caption-text\">Il disegno di Zoran<\/figcaption><\/figure>\n<p>Anselmo non lo hanno pagato, dice che il sindacato ha fatto tutte le carte, ma non lo hanno ancora pagato: \u201cVedremo, vedremo\u201d dice uscendo curvo sotto un peso che non \u00e8 quello delle borse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La signora, vedova con tre figli, mi chiede se pu\u00f2 prendere un altro litro di latte, chi sono io per dire di no, eppure dico: no, perch\u00e9 devo. Questa meschina onnipotenza mi ferisce. Quando mi chiedono qualche cosa in pi\u00f9, tentenno, ma devo. Gran parte del lavoro che faccio qui \u00e8 contare gli arrivi, stimare l\u2019afflusso di persone e calcolare quando spetta a ciascuno, in modo da evitare giacenze, cose buttate, e contemporaneamente provvedere che non resti senza chi arriva dopo. A tutti spiego perch\u00e9 devo dire di no, ma non mi piace. Certo si potrebbe calibrare sull\u2019esigenza di ognuno, ma \u00e8 troppo complicato, non mi basterebbe il tempo. Solo se arriva qualche vasetto di marmellata o di miele o caramelle li riservo alle famiglie con bambini, ma sono quasi tutte famiglie con bambini.<\/p>\n<p>Qui succede che metter qualcosa nella pancia \u00e8 un problema, mentre sarebbe \u2026 anzi \u00e8: solo natura. Qui succede che gente che lavora non mangia, mentre grandi corporations buttano l\u2019invenduto. Non \u00e8 un fatto lontano, remoto, estraneo, \u00e8 qui! Quali diaboliche ragioni ci sono in questa pazzia?<\/p>\n<figure id=\"attachment_1171\" aria-describedby=\"caption-attachment-1171\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1171 size-medium\" src=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/anselmo-300x150.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"150\" srcset=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/anselmo-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/anselmo-768x384.jpg 768w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/anselmo-600x300.jpg 600w, https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/anselmo.jpg 800w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1171\" class=\"wp-caption-text\">Anselmo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Cos\u00ec ogni giorno di Emporio \u00e8 una folla di pensieri che spinge, che si accalca. Sono confusi, grezzi, casuali; ascoltarli cos\u00ec, come vengono in mente, sembra non abbiano senso, sembrano cose che capitano e basta. L\u2019amico colto insegna che qui non vendiamo, qui distribuiamo, e chi entra non possiede denaro, ma bisogni. C\u2019\u00e8 del vero, ma non esaurisce il problema, un albero non \u00e8 la foresta e poi non c\u2019\u00e8 tempo per capire, approfondire o ribattere, perch\u00e9 ancora bussano alla porta. Si, fai entrare. E gli scaffali sono gi\u00e0 vuoti. Amin, rifugiato dalla Guinea e volontario all\u2019Emporio, dal magazzino porta i pacchi di zucchero. Li accatasta a caso, allora spiego che vanno messi tutti in ordine e in fila, tutti con la stessa faccia rivolta di fronte; no non cos\u00ec, tutti con la scritta diritta e non sottosopra. Poi le scatolette di tonno e di carne vanno messe a piramide: Vedi? Amin ride guardando il risultato. Il suo sorriso esalta il candido dei denti e degli occhi. La differenza tra i suoi bianchi e neri \u00e8 pari a quella tra il villaggio sulla costa degli schiavi e la grande distribuzione europea, non \u00e8 solo un salto di spazio, ma di tempo, di generazioni.<\/p>\n<p>Tutti siamo possessori di bisogni, allora visti cos\u00ec, ad altezza Emporio, siamo tutti uguali ed \u00e8 facile eliminare le differenze. Fat\u00ecma \u00e8 venuta con la piccola Aicha, appena nata. La mamma, nell\u2019androne dell\u2019Emporio, la culla tra le braccia. La maomettana Fat\u00ecma sembra una Madonna con bambino, stesso velo, stesso sorriso, uguali i colori e la morbidezza delle ombre sul viso.<\/p>\n<p>Ma arrivano anche persone nuove, e con loro nuove scoperte: Ciao, chi ti manda? Hai documenti? Jo\u017ee \u00e8 un uomo adulto e robusto, viene da qualche parte dei Balcani, di loro non si sa mai come pregano. Allora mi capita di avvertirlo che nella carne in scatola con la gelatina forse c\u2019\u00e8 il maiale. Lui mi guarda con due occhi all\u2019uranio che penso: adesso m\u2019ammazza. Poi abbassa la testa pentito e sussurra: \u201cMa ti pare che io \u2026\u201d Allora afferri in un lampo cos\u2019\u00e8 una pulizia etnica. Perch\u00e9 una giornata all\u2019Emporio non \u00e8 come leggere una pagina di un saggio ben scritto sul tema, ma \u00e8 l\u2019originale in carne ed ossa.<\/p>\n<p>\u00c8 sera, ormai non verr\u00e0 pi\u00f9 nessuno, D\u00e0i chiudiamo! E dobbiamo ancora fare le pulizie, acqua e sapone da strofinare sul pavimento. \u00c8 passato un altro giorno di Emporio, senza protagonismi, senza furbe messe in scena, senza luci della ribalta; per fortuna non diventer\u00e0 l\u2019oggetto di un dibattito televisivo, un banale intervallo tra due spot pubblicitari. Per fortuna rimarr\u00e0 solo quello che serve, rimarr\u00e0 semplicemente quello che \u00e8: fatica. La fatica di far fronte al continuo susseguirsi dei giorni, giorni ricchi di bisogni che non si fermano mai, bisogni che non si possono fermare mai, la fatica di ricominciare sempre dagli scaffali vuoti, di ricominciare sempre daccapo. E i pensieri che mi hanno assediato, i casi, i volti si dissolvono come va e viene la consuetudine, ma sorge, sorprendente, una domanda inutile:<\/p>\n<p>quanti sorrisi, quante carezze, quanti sguardi d\u2019amore o pianti, ceffoni o cattive parole l\u2019energia distribuita alimenter\u00e0? I pacchi di riso, di pasta, le scatolette di tonno e di carne, le salse, i succhi di frutta, l\u2019insalata e le banane in quanta vita si trasformeranno? Naturalmente non so, non posso sapere, ma mi piace pensare che i grandi occhi neri del piccolo Zoran possano almeno avere tanto zucchero da poter colorare l\u2019intero suo libro, senza pistole, perch\u00e9 non le fabbricano pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>By Angelo Conti<\/strong><\/p>\n<div class=\"pdfprnt-buttons pdfprnt-buttons-post pdfprnt-bottom-right\"><a href=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fposts%2F1168&print=print\" class=\"pdfprnt-button pdfprnt-button-print\" target=\"_blank\" ><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.emporiovaltaro.it\/wp-content\/plugins\/pdf-print\/images\/print.png\" alt=\"image_print\" title=\"Stampa contenuto\" \/><\/a><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I giorni all\u2019Emporio Solidale sembrano onde che rovinano sulla spiaggia, tutte uguali, infinite, inesauribili. Ci deve essere, l\u00e0 fuori, un oceano vasto e misterioso che le genera senza stancarsi mai, di giorno, di notte, sempre. Anche oggi abbiamo aperto, anche oggi distribuiamo derrate alimentari per le famiglie in difficolt\u00e0, come usa dire; aperti un altro giorno, un altro giorno ancora. Qualcuno ha pensato di raccogliere anche i vecchi giocattoli, quelli che i figli non guardano pi\u00f9, e nell\u2019angolo dedicato, mentre le madri fanno la spesa, i bambini rovistano negli scatoloni se trovano una cosa che piace. Zoran \u00e8 poco pi\u00f9 alto della scrivania, quando si accosta, lo si vede solo dai grandi occhi neri in su.\u201cC\u2019\u00e8 pistole?\u201d \u201cNo\u201d \u201cPerch\u00e9\u201d \u201cNon le hanno portate\u201d E io continuo ad aggiornare al computer elenchi di utenti e spese sostenute. 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