L’Associazione Parmense di Londra vicina all’Emporio solidale Valtaro

Un ritorno alle origini nel segno della solidarietà

Ogni anno, tra luglio e agosto, la Valtaro si popola di persone provenienti da tutto il mondo. Sono gli emigrati di prima e seconda generazione che ritornano nei propri luoghi d’origine.

I mercati diventano luoghi simbolici, nei quali le diverse lingue e il dialetto tornano protagonisti. Le persone si incontrano e le loro storie si intrecciano in racconti che ricuciono la trama di legami mai cancellati dalla distanza.

«Ero dunque arrivato al centro e al punto d’origine dei miei viaggi».
Daniel Defoe

Il desiderio di ritrovare un’origine e una storia capace di dare senso alla propria vita anima molte persone che, tornando nella propria terra o in quella dei genitori, rinsaldano il legame con le proprie radici.

Quest’anno l’Associazione Parmense di Londra, conosciuta anche per l’evento annuale “Dinner and Dance”, ha voluto riconoscere il lavoro dell’Emporio Solidale Valtaro attraverso una generosa donazione.

Il presidente Domenico Sidoli, alla presenza dei rappresentanti della Consulta degli Emiliano-Romagnoli nel Mondo, Alessandro Cardinali e Matteo Daffadà, e dei rappresentanti di Crédit Agricole, ha visitato la nuova sede dell’Emporio. Qui ha potuto conoscere da vicino le attività svolte dai numerosi volontari.

È stato un momento particolarmente significativo, durante il quale il racconto del presidente don Angelo Busi si è intrecciato con la storia dei nostri emigrati. Le difficoltà incontrate nell’inserirsi in un nuovo contesto e nell’apprendere una nuova lingua si sono accompagnate a una grande capacità di resilienza. Grazie al sacrificio, al lavoro e alla tenacia, i nostri connazionali sono riusciti a conquistare un ruolo riconosciuto all’interno della società britannica.

Anche le comunità italiane all’estero hanno dato vita a forme di associazionismo finalizzate ad aiutare le persone in difficoltà. Le parrocchie, in particolare, sono diventate importanti centri di aggregazione e solidarietà.



È una storia segnata dalla fatica e dal lavoro che oggi ritorna nella nostra terra sotto forma di gratitudine e sostegno, offrendo un aiuto concreto alle famiglie che attraversano un momento di difficoltà.

Un sentito ringraziamento va al presidente Domenico Sidoli e a tutti i membri dell’Associazione Parmense di Londra, che ogni anno contribuiscono a rinsaldare legami e relazioni tra la Valtaro e le sue comunità sparse nel mondo.




Inauguriamo la nuova sede dell’EMPORIO SOLIDALE VALTARO – sabato 27 giugno ore 16

“Tutti a qualsiasi livello, possiamo contribuire alla pace, che e’ la giustizia.
Noi non cerchiamo infatti una pace qualunque,
un’assenza di conflitto a qualsiasi costo,
ma quella vera pace che nasce dalla giustizia.”
Magnifica humanitas Papa Leone XV vers. 215

L’associazione “Borgotaro solidale ODV” inaugura la nuova sede dell’Emporio, spazi maggiormente adeguati alle crescenti esigenze dell’attività di contrasto alla povertà alimentare. L’associazione nel 2025 ha seguito 123 famiglie per complessivi 370 persone. Di questi un terzo sono minori. I nuovi spazi aiuteranno l’associazione nel creare nuove attività da proporre alle famiglie. Molti i temi in campo, dalla poverta’ energetica, alla povertà educativa che oggi rappresenta una vera emergenza.

Il progetto di ampliamento dei locali e’ stato possibile tramite l’aiuto di molti finanziatori, la collaborazione con il comune di Borgo val di Taro, l’appoggio dei comuni di Berceto e del Piano di zona dell’Unione dei comuni delle valli del Taro e del Ceno.

Il maggiore aiuto proviene dalla REGIONE EMILIA-ROMAGNA assessorato alle politiche sociali attraverso Il Bando Regionale per il sostegno a progetti di recupero e redistribuzione di beni alimentari (approvato con D.G.R. n. 1172/2025).

Da oggi inizia per l’Associazione una nuova avventura ricca di scommesse e di nuovi progetti. Ci incontriamo Sabato 27 giugno alle ore 16 in via De Gasperi, 7 (angolo via abbazia) per festeggiare insieme un nuovo inizio dopo 13 anni di storia gia’ vissuti.




Lascia o raddoppia?

Una nuova sfida per l’Emporio solidale Valtaro

Nell’epoca preistorica dei programmi televisivi arrivava il momento in cui Mike Bongiorno poneva la fatidica domanda: ‘Lascia o raddoppia?’. Il concorrente doveva decidere se rischiare o se accontentarsi della vincita già acquisita. La storia dell’Emporio solidale è stata per la nostra comunità la storia di un’attenzione al territorio, una forma di rispetto verso chi più avverte il peso della precarietà sociale ed economica. La percezione che tutti noi abbiamo da quel 11 settembre 2001 quando il mondo ha visto crollare le torri gemelle a NewYork, quella percezione di insicurezza si è rivelata.

don angelo busi
don Angelo Busi presidente Borgotaro solidale ODV

L’esperienza drammatica della pandemia da coronavirus dal 2020 ha confermato l’unica certezza che ci è rimasta: la certezza della nostra fragilità. Sembrano definitivamente tramontati i tempi dell’ottimismo. Negli ultimi anni il propagarsi del virus della guerra ci appare come l’annuncio che il tempo della pace è davvero finito: siamo in guerra, armiamoci e partiamo! La notizia che l’Emporio solidale in Valtaro non lascia ma raddoppia è una buona notizia. E’ il segnale che la comunità locale sceglie la via del ‘rispetto’, non della distrazione. Distratto è chi guarda ma non vede, sente ma non ascolta, osserva ma non agisce. Il distratto ha trovato grande sostegno nell’era dei social: può permettersi di restare attento soltanto al consenso mediatico. Senza dare una mano come facevano i primi volontari accorsi nel Friuli scosso dal terremoto del 1976, il distratto si limiterebbe oggi a filmare, postare, commentare. In Friuli in quel maggio di quaranta anni fa c’era da ricostruire e la comunità nazionale lo ha fatto. L’apertura di un nuovo spazio solidale a Borgo Val di Taro è un segnale di speranza: di fronte alla crescente fragilità che coinvolge sempre di più le fasce più deboli della popolazione, si è deciso di raddoppiare l’impegno solidale. Molti sono tentati di lasciare, la comunità borgotarese invece sceglie di dedicare nuovi spazi e nuove energie a famiglie e minori in attesa di solidarietà. E’ una forma di rispetto per chi avverte più forte il senso della precarietà sociale. La parola ‘rispetto’ affonda le sue radici in ‘respicere’ che letterariamente significa guardare di nuovo, guardare indietro: richiama il dovere di non cedere alla smania del giudizio immediato figlio dell’emotività, che non tiene conto delle storie delle persone, delle loro battaglie interiori. Vogliamo allenarci alla bellezza del prendersi cura, del fare attenzione, del preoccuparsi della vita altrui, così che la comunità possa crescere in armonia facendo assaporare in chi ne fa parte il gusto dell’appartenenza alla medesima famiglia umana.