La giornata dei poveri – messaggio di Papa Francesco

Ogni anno Papa Francesco promuove in modo personale e diretto la giornata dei poveri e invia un messaggio a tutti i credenti, ma anche alla comunita’ mondiale per richiamare l’attenzione di tutti sulla Poverta’. Spesso questa giornata viene vista come una giornata di definizione di una barriera tra chi ha “ricchi” e chi non ha “Poveri”.

Non si tratta, quindi, di avere verso i poveri un comportamento assistenzialistico, come spesso accade; è necessario invece impegnarsi perché nessuno manchi del necessario. Non è l’attivismo che salva, ma l’attenzione sincera e generosa che permette di avvicinarsi a un povero come a un fratello che tende la mano perché io mi riscuota dal torpore in cui sono caduto.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO-VI GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Questa e’ una visione condivisa anche da molti credenti che deforma il messaggio cristiano e la visione della comunita’.

Dice Papa Francesco:

Gesù Cristo […] si è fatto povero per voi» (cfr 2 Cor 8,9). Con queste parole l’apostolo Paolo si rivolge ai primi cristiani di Corinto, per dare fondamento al loro impegno di solidarietà con i fratelli bisognosi. La Giornata Mondiale dei Poveri torna anche quest’anno come sana provocazione per aiutarci a riflettere sul nostro stile di vita e sulle tante povertà del momento presente.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO-VI GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Quindi il comportamento di carita’ non nasce solo dal emozione del momento di fronte al bisogno del fratello ma come azione che permette ad ognuno di Noi di confrontarsi con il nostro attaccamento, ala nostra bramosia nel possedere. Comprendendo con cio’ il limite della nostra umanità, il peccato indissolubilmente legato alla nostra umana limitatezza di fronte alla speranza assoluta della provvidenza del padre di fronte ai nostri bisogni.

La comunita’ cristiana non puo’ prescindere dalla carita’ poiche’ e’ in essa che ogni cristiano scopre la propria poverta’ di fronte all’immenso compito a cui Cristo ci chiama.

È interessante osservare che l’Apostolo non vuole obbligare i cristiani costringendoli a un’opera di carità. Scrive infatti: «Non dico questo per darvi un comando» (2 Cor 8,8); piuttosto, egli intende «mettere alla prova la sincerità» del loro amore nell’attenzione e premura verso i poveri (cfr ibid.). A fondamento della richiesta di Paolo sta certamente la necessità di aiuto concreto, tuttavia la sua intenzione va oltre. Egli invita a realizzare la colletta perché sia segno dell’amore così come è stato testimoniato da Gesù stesso. Insomma, la generosità nei confronti dei poveri trova la sua motivazione più forte nella scelta del Figlio di Dio che ha voluto farsi povero Lui stesso.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO-VI GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

La scoperta’ dei cristiani non e’ solo la solidarietà verso i fratelli o ancora meglio la ricerca della Giustizia , che li accomuna ad altri movimenti o ideologie attive nella ricerca di una giustizia tra gli umani. Ma nella comprensione che ogni uomo e’ portatore di una sua povertà interiore di fronte a tale compito sociale. Questa povertà e’ di fatto la vera povertà dell’uomo, che puo’ essere sanata solo da una incondizionata fiducia in “Dio padre” e della sua azione salvifica nel mondo.

Non disprezziamo i poveri, i piccoli, gli operai; non solo essi sono i nostri fratelli in Dio, ma sono anche quelli che nel modo più perfetto imitano Gesù nella sua vita esteriore. Essi ci rappresentano perfettamente Gesù, l’Operaio di Nazaret. Sono primogeniti tra gli eletti, i primi chiamati alla culla del Salvatore. Furono la compagnia abituale di Gesù, dalla sua nascita alla sua morte […]. Onoriamoli, onoriamo in essi le immagini di Gesù e dei suoi santi genitori […]. Prendiamo per noi [la condizione] che egli ha preso per sé […]. Non cessiamo mai di essere in tutto poveri, fratelli dei poveri, compagni dei poveri, siamo i più poveri dei poveri come Gesù, e come lui amiamo i poveri e circondiamoci di loro

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO-VI GIORNATA MONDIALE DEI POVERI da Fratel Charles de Foucauld

L’azione dell’uomo nel mondo ha spesso ombre sanabili solo in un mutamento interiore e profondo, oggi Papa Francesco ci ricorda un ombra devastante la Guerra, come pazzia dell’uomo:

Sono milioni le donne, i bambini, gli anziani costretti a sfidare il pericolo delle bombe pur di mettersi in salvo cercando rifugio come profughi nei Paesi confinanti. Quanti poi rimangono nelle zone di conflitto, ogni giorno convivono con la paura e la mancanza di cibo, acqua, cure mediche e soprattutto degli affetti. In questi frangenti la ragione si oscura e chi ne subisce le conseguenze sono tante persone comuni, che vengono ad aggiungersi al già elevato numero di indigenti. Come dare una risposta adeguata che porti sollievo e pace a tanta gente, lasciata in balia dell’incertezza e della precarietà?

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO-VI GIORNATA MONDIALE DEI POVERI

Il papa esorta a resistere alla fatica dell’accoglienza e a rinnovare sempre la nostra motivazione:

Tuttavia, più si protrae il conflitto, più si aggravano le sue conseguenze. I popoli che accolgono fanno sempre più fatica a dare continuità al soccorso; le famiglie e le comunità iniziano a sentire il peso di una situazione che va oltre l’emergenza. È questo il momento di non cedere e di rinnovare la motivazione iniziale. Ciò che abbiamo iniziato ha bisogno di essere portato a compimento con la stessa responsabilità.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO-VI GIORNATA MONDIALE DEI POVERI




È guerra vera ma perderanno. La strategia contro le reti di solidarietà

In Italia la guerra contro le reti di solidarietà, grandi o piccole che siano, è sempre più aspra e aggressiva. Lo stiamo documentando da giorni: le parole di (falso) ordine e i marchi di scherno confezionati dal cattivismo“social” e di governo si traducono in concreti atti di ostilità e in scelte (o deliberate non-scelte) politiche e amministrative. Nel mirino ci sono tutti coloro che si occupano di poveri, bambini soli, disabili, carcerati, stranieri (non turisti, ovvio, ma rifugiati e richiedenti asilo). Le mense e gli ostelli della Caritas e degli altri accoglienti diventano la «mangiatoia», le Case famiglia sono liquidate come «business», sul rilancio delle misure alternative al carcere e di recupero dei detenuti viene messa una pietra sopra, chi fa cooperazione sociale è denigrato come affarista e persino malavitoso, le organizzazioni umanitarie (le famose Ong…) sono trattate da nemici del genere umano e dell’ordine pubblico… Se il grido di battaglia del salvinismo è – copyright del sito Il populista – «libera la bestia che è in te», non ci sono molti dubbi sulla “preda” designata.

Emerge una strategia precisa. Leggete l’intervista a Stefano Zamagni, maestro con le maniche perennemente rimboccate di «economia civile», che accompagna le due pagine in cui oggi mettiamo in fila i fronti d’attacco che sono stati aperti uno dopo l’altro e ne capirete un po’ meglio la portata. Impossibile non allarmarsi. La guerra alla solidarietà è guerra vera, e fa esplodere un enorme paradosso, visto che viene condotta proprio al tempo del Reddito di cittadinanza. Con una mano il governo giallo-verde dà, con l’altra toglie. Si prepara a distribuire soldi sacrosanti – anche se a debito – come erogazione statale ai cittadini più indigenti, ma contemporaneamente percuote e tenta di sgretolare le reti di solidarietà che la società civile distende e lo Stato sinora (bene o male, comunque con assai meno spese di quelle proprie di una gestione statalista) ha utilizzato, sostenuto o, semplicemente, non ostacolato.

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PRANZO DELLA FRATERNITA’ – CARITAS

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