Parlamento europeo: approvata la risoluzione in materia di spreco alimentare

Il Parlamento europeo ha votato la risoluzione proposta dalla onorevole Borzan (nella foto) che sollecita gli Stati membri stabilire una gerarchia di azioni antispreco: come la donazione delle eccedenze alimentari ai fini del consumo umano. Italia indicata quale esempio di best practice.

Lo scorso 16 maggio la sessione plenaria del Parlamento europeo ha approvato con 623 voti a favore, 33 contrari e 20 astensioni una risoluzione d’iniziativa[1] su “Efficienza sotto il profilo delle risorse: ridurre lo spreco alimentare, migliorare la sicurezza alimentare” proposta dall’on. Biljana Borzan.

I deputati europei, riconoscendo che “il cibo è un bene prezioso” e che “gli sprechi alimentari hanno costi sociali, economici ed ambientali elevati ed implicazioni etiche”, invitano la Commissione europea e gli Stati membri a ridurre lo spreco alimentare del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030, come previsto dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

In questa relazione il Parlamento europeo ritiene in modo chiaro la necessità di stabilire una gerarchia di azioni che vede la prevenzione come misura prioritaria, subito seguita dalla ridistribuzione delle eccedenze alimentari ai fini del consumo umano. Infatti, viene sostenuto che “le eccedenze della catena alimentare non dovrebbero trasformarsi direttamente in rifiuti alimentari se possono essere utilizzate per l’alimentazione umana e […] una legislazione appropriata in materia di eccedenze alimentari potrebbe consentire ai rifiuti alimentari di trasformarsi in risorse”. A tal fine, i deputati europei suggeriscono alla Commissione europea alcune misure per ridurre lo spreco alimentare, come facilitare le donazioni di alimenti. Il valore delle donazioni di alimenti è evidente: permettono di aiutare persone in difficoltà che non possono permettersi di acquistare determinati prodotti alimentari o una quantità sufficiente di alimenti di qualità e allo stesso tempo ridurre lo spreco alimentare. Per questo i deputati europei hanno ribadito il valore dell’attività svolta da “iniziative sociali e promosse dal basso, come i banchi alimentari o le mense gestite dalle organizzazioni caritative, [che] riducono il livello di spreco alimentare e aiutano i più indigenti e, conseguentemente, contribuiscono alla trasformazione di una società responsabile e consapevole”.

Sorgente: Parlamento europeo: approvata la risoluzione in materia di spreco alimentare | Banco Alimentare




BORGOTARO NON SPRECA sabato 21 novembre 2015

Il motto di questa giornata e’ “Chi divide moltiplica” una giornata per ricordarCi che i nostri comportamenti definiscono la societa’ che vogliamo costruire e nella quale viviamo e vivremo noi e i nostri figli.

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Chi divide, i propri beni in modo particolare quelli che per noi sono eccedenti e che quindi diventano spreco, gioca un ruolo fondamentale nella costruzione di una nuova societa’ solidale. Una cosa importante e’ il Nostro tempo, il bene fondamentale di ognuno, dividere con gli altri il tempo e´il volontariato.

La giornata e’ proposta in attesa di un appuntamento importante della COLLETTA ALIMENTARE del BANCO ALIMENTARE dell’Emilia-romagna che verra’ proposta Sabato 28 novembre presso i quattro supermercati di Borgo val di Taro.

La giornata di Sabato 21 novembre sara’ cosi’ articolata:

  • GAZEBO PERMANENTE “BORGOTARO NON SPRECA” tutto il giorno presso la P.zza Manara di Borgotaro. Informazioni e saluti a tutti i cittadini.
  • Ore 15,00 BIBLIOTECA MANARA incontro informativo-formativo per cittadini, volontari ed esercenti. Interverranno l’ammistrazione Comunale di Borgo Val di Taro, il presidente Fondazione CARIPARMA Paolo ANDREI, Sandro COCCOI Piattaforma Parma e Stefano DEMALDE’ del Banco Alimentare.
  • Ore 20,00 CENA “BORGOTARO non SPRECA” un momento conviviale aperto a tutti in compagnia dei volontari attivi in Emporio offerta dai Volontari dell´AVIS di Borgotaro – Albareto. Saluti e Cinghiale alla Sarda prenotazione all’Avis 052599171 o presso Emporio.



La legge del buon samaritano

DSCF3342Salvare il cibo inveduto dalle pattumiere, mentre la crisi pesa sempre più sulle tasche degli italiani. La ‘legge del buon samaritano’, approvata nel 2003 ma rimasta affossata nella palude della burocrazia, viene rispolverata da un ddl bipartisan che mirerebbe a semplificarla per salvare dalla discarica tonnellate e tonnellate di alimenti rimasti troppo a lungo su scaffali e vetrine di bar e ristoranti. La legge del 2003 introduceva infatti la possibilità di distribuire agli indigenti le grandi quantità di cibo inutilizzato che mense scolastiche e aziendali, ristoranti, bar e supermercati erano, fino a quel momento, costretti a distruggere. Stando ai dati della Coldiretti, in discarica finiscono ben 10 mila tonnellate di alimenti l’anno, per un valore di 37 miliardi di euro. Una montagna di cibo che basterebbe a nutrire 44 milioni di persone, più dell’intera popolazione di un paese come la Spagna.
fiducia.11Il ddl bipartisan, presentato lo scorso 5 ottobre in Senato, mira a rianimare la legge del buon samaritano rendendo la mission “pasto buono” più semplice, limitando la burocrazia e liberando gli esercenti da mille vincoli evitabili. E riconoscendo loro qualche beneficio per indurli a donare piuttosto che a optare per la pattumiera. Come? Attraverso sgravi fiscali e minori paletti. Un esempio su tutti. “Se mi reco in una gastronomia ed acquisto la cena da consumare sul divano di casa mia – semplifica Gianni Arrigoni, del cda di ‘Qui Group’, società che con la sua Fondazione è impegnata nel sociale – nessuno si preoccuperà delle condizioni di trasporto degli alimenti, ad esempio delle caratteristiche dell’auto in cui carico la cena o della temperatura che c’è nella mia vettura. Ma nel momento in cui dono del cibo invenduto ai bisognosi, ecco che saltano fuori regole a cui devo attenermi per non finire nei guai”. La spesa, per molti, non vale l’impresa. “La solidarietà – fa notare Arrigoni – funziona anche grazie alla semplicità, e si può fare già tanto se la panda di un volontario – spiega richiamando l’esempio appena illustrato – diventa un mezzo valido per portare dei pasti a dei bisognosi”. A maggior ragione considerando che sono tanti gli indigenti che popolano il nostro paese. Secondo il decimo Rapporto su povertà ed esclusione sociale, realizzato da Caritas e Fondazione Zancan, in Italia il 5% della popolazione vive in condizioni di povertà assoluta, il 13,1% in condizioni di povertà relativa, e il 20% della popolazione rischia di scivolare nella povertà.