Emporio solidale valtaro 2.0

Sabato 27 giugno e’ stata inaugurata la nuova sede operativa in via De Gasperi, 7 a Borgo val di Taro (PR)

Alla presenza delle autorità, abbiamo inaugurato la nuova sede dell’Emporio Solidale Valtaro.

Dopo 13 anni dalla sua creazione, prende ufficialmente il via la fase 2.0: il progetto assume una nuova veste e si pone nuovi obiettivi nel contrasto alle povertà.

Un ringraziamento particolare va ai finanziatori: l’Assessorato alle Politiche Sociali, sociosanitarie e pari opportunità della Regione Emilia-Romagna, la Fondazione Cariparma, Parma Facciamo Squadra e il Comune di Borgo Val di Taro. Il progetto è inoltre sostenuto dal Piano di Zona dell’Unione dei Comuni e dal Comune di Berceto.

Ma soprattutto va un grande grazie ai numerosi volontari, presenti e passati, che hanno reso concretamente possibile il progetto. Una grande rete si è unita per dare vita a tutto questo e per affrontare le difficoltà incontrate lungo il cammino.

Numerosi sono anche i negozi che, in questi anni, hanno contribuito con donazioni, così come tanti privati cittadini, sempre attenti alle nuove esigenze, attraverso offerte o donazioni di materiale.

Il presidente dell’associazione Borgotaro Solidale ODV, don Angelo Busi, ha ricordato come l’Emporio rappresenti una porta aperta di solidarietà dell’intera comunità verso le persone in difficoltà.

Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa”. Matteo 10,42

Oggi il progetto segue 123 famiglie, per un totale di 370 persone, di cui circa un terzo minorenni.

Nuove sfide ci attendono: la povertà energetica e la povertà educativa, che rappresentano un impedimento e un ostacolo per le nuove generazioni, futuro della nostra comunità.




Inauguriamo la nuova sede dell’EMPORIO SOLIDALE VALTARO – sabato 27 giugno ore 16

“Tutti a qualsiasi livello, possiamo contribuire alla pace, che e’ la giustizia.
Noi non cerchiamo infatti una pace qualunque,
un’assenza di conflitto a qualsiasi costo,
ma quella vera pace che nasce dalla giustizia.”
Magnifica humanitas Papa Leone XV vers. 215

L’associazione “Borgotaro solidale ODV” inaugura la nuova sede dell’Emporio, spazi maggiormente adeguati alle crescenti esigenze dell’attività di contrasto alla povertà alimentare. L’associazione nel 2025 ha seguito 123 famiglie per complessivi 370 persone. Di questi un terzo sono minori. I nuovi spazi aiuteranno l’associazione nel creare nuove attività da proporre alle famiglie. Molti i temi in campo, dalla poverta’ energetica, alla povertà educativa che oggi rappresenta una vera emergenza.

Il progetto di ampliamento dei locali e’ stato possibile tramite l’aiuto di molti finanziatori, la collaborazione con il comune di Borgo val di Taro, l’appoggio dei comuni di Berceto e del Piano di zona dell’Unione dei comuni delle valli del Taro e del Ceno.

Il maggiore aiuto proviene dalla REGIONE EMILIA-ROMAGNA assessorato alle politiche sociali attraverso Il Bando Regionale per il sostegno a progetti di recupero e redistribuzione di beni alimentari (approvato con D.G.R. n. 1172/2025).

Da oggi inizia per l’Associazione una nuova avventura ricca di scommesse e di nuovi progetti. Ci incontriamo Sabato 27 giugno alle ore 16 in via De Gasperi, 7 (angolo via abbazia) per festeggiare insieme un nuovo inizio dopo 13 anni di storia gia’ vissuti.




Lascia o raddoppia?

Una nuova sfida per l’Emporio solidale Valtaro

Nell’epoca preistorica dei programmi televisivi arrivava il momento in cui Mike Bongiorno poneva la fatidica domanda: ‘Lascia o raddoppia?’. Il concorrente doveva decidere se rischiare o se accontentarsi della vincita già acquisita. La storia dell’Emporio solidale è stata per la nostra comunità la storia di un’attenzione al territorio, una forma di rispetto verso chi più avverte il peso della precarietà sociale ed economica. La percezione che tutti noi abbiamo da quel 11 settembre 2001 quando il mondo ha visto crollare le torri gemelle a NewYork, quella percezione di insicurezza si è rivelata.

don angelo busi
don Angelo Busi presidente Borgotaro solidale ODV

L’esperienza drammatica della pandemia da coronavirus dal 2020 ha confermato l’unica certezza che ci è rimasta: la certezza della nostra fragilità. Sembrano definitivamente tramontati i tempi dell’ottimismo. Negli ultimi anni il propagarsi del virus della guerra ci appare come l’annuncio che il tempo della pace è davvero finito: siamo in guerra, armiamoci e partiamo! La notizia che l’Emporio solidale in Valtaro non lascia ma raddoppia è una buona notizia. E’ il segnale che la comunità locale sceglie la via del ‘rispetto’, non della distrazione. Distratto è chi guarda ma non vede, sente ma non ascolta, osserva ma non agisce. Il distratto ha trovato grande sostegno nell’era dei social: può permettersi di restare attento soltanto al consenso mediatico. Senza dare una mano come facevano i primi volontari accorsi nel Friuli scosso dal terremoto del 1976, il distratto si limiterebbe oggi a filmare, postare, commentare. In Friuli in quel maggio di quaranta anni fa c’era da ricostruire e la comunità nazionale lo ha fatto. L’apertura di un nuovo spazio solidale a Borgo Val di Taro è un segnale di speranza: di fronte alla crescente fragilità che coinvolge sempre di più le fasce più deboli della popolazione, si è deciso di raddoppiare l’impegno solidale. Molti sono tentati di lasciare, la comunità borgotarese invece sceglie di dedicare nuovi spazi e nuove energie a famiglie e minori in attesa di solidarietà. E’ una forma di rispetto per chi avverte più forte il senso della precarietà sociale. La parola ‘rispetto’ affonda le sue radici in ‘respicere’ che letterariamente significa guardare di nuovo, guardare indietro: richiama il dovere di non cedere alla smania del giudizio immediato figlio dell’emotività, che non tiene conto delle storie delle persone, delle loro battaglie interiori. Vogliamo allenarci alla bellezza del prendersi cura, del fare attenzione, del preoccuparsi della vita altrui, così che la comunità possa crescere in armonia facendo assaporare in chi ne fa parte il gusto dell’appartenenza alla medesima famiglia umana.