Inauguriamo la nuova sede dell’EMPORIO SOLIDALE VALTARO – sabato 27 giugno ore 16

“Tutti a qualsiasi livello, possiamo contribuire alla pace, che e’ la giustizia.
Noi non cerchiamo infatti una pace qualunque,
un’assenza di conflitto a qualsiasi costo,
ma quella vera pace che nasce dalla giustizia.”
Magnifica humanitas Papa Leone XV vers. 215

L’associazione “Borgotaro solidale ODV” inaugura la nuova sede dell’Emporio, spazi maggiormente adeguati alle crescenti esigenze dell’attività di contrasto alla povertà alimentare. L’associazione nel 2025 ha seguito 123 famiglie per complessivi 370 persone. Di questi un terzo sono minori. I nuovi spazi aiuteranno l’associazione nel creare nuove attività da proporre alle famiglie. Molti i temi in campo, dalla poverta’ energetica, alla povertà educativa che oggi rappresenta una vera emergenza.

Il progetto di ampliamento dei locali e’ stato possibile tramite l’aiuto di molti finanziatori, la collaborazione con il comune di Borgo val di Taro, l’appoggio dei comuni di Berceto e del Piano di zona dell’Unione dei comuni delle valli del Taro e del Ceno.

Il maggiore aiuto proviene dalla REGIONE EMILIA-ROMAGNA assessorato alle politiche sociali attraverso Il Bando Regionale per il sostegno a progetti di recupero e redistribuzione di beni alimentari (approvato con D.G.R. n. 1172/2025).

Da oggi inizia per l’Associazione una nuova avventura ricca di scommesse e di nuovi progetti. Ci incontriamo Sabato 27 giugno alle ore 16 in via De Gasperi, 7 (angolo via abbazia) per festeggiare insieme un nuovo inizio dopo 13 anni di storia gia’ vissuti.




Lascia o raddoppia?

Una nuova sfida per l’Emporio solidale Valtaro

Nell’epoca preistorica dei programmi televisivi arrivava il momento in cui Mike Bongiorno poneva la fatidica domanda: ‘Lascia o raddoppia?’. Il concorrente doveva decidere se rischiare o se accontentarsi della vincita già acquisita. La storia dell’Emporio solidale è stata per la nostra comunità la storia di un’attenzione al territorio, una forma di rispetto verso chi più avverte il peso della precarietà sociale ed economica. La percezione che tutti noi abbiamo da quel 11 settembre 2001 quando il mondo ha visto crollare le torri gemelle a NewYork, quella percezione di insicurezza si è rivelata.

don angelo busi
don Angelo Busi presidente Borgotaro solidale ODV

L’esperienza drammatica della pandemia da coronavirus dal 2020 ha confermato l’unica certezza che ci è rimasta: la certezza della nostra fragilità. Sembrano definitivamente tramontati i tempi dell’ottimismo. Negli ultimi anni il propagarsi del virus della guerra ci appare come l’annuncio che il tempo della pace è davvero finito: siamo in guerra, armiamoci e partiamo! La notizia che l’Emporio solidale in Valtaro non lascia ma raddoppia è una buona notizia. E’ il segnale che la comunità locale sceglie la via del ‘rispetto’, non della distrazione. Distratto è chi guarda ma non vede, sente ma non ascolta, osserva ma non agisce. Il distratto ha trovato grande sostegno nell’era dei social: può permettersi di restare attento soltanto al consenso mediatico. Senza dare una mano come facevano i primi volontari accorsi nel Friuli scosso dal terremoto del 1976, il distratto si limiterebbe oggi a filmare, postare, commentare. In Friuli in quel maggio di quaranta anni fa c’era da ricostruire e la comunità nazionale lo ha fatto. L’apertura di un nuovo spazio solidale a Borgo Val di Taro è un segnale di speranza: di fronte alla crescente fragilità che coinvolge sempre di più le fasce più deboli della popolazione, si è deciso di raddoppiare l’impegno solidale. Molti sono tentati di lasciare, la comunità borgotarese invece sceglie di dedicare nuovi spazi e nuove energie a famiglie e minori in attesa di solidarietà. E’ una forma di rispetto per chi avverte più forte il senso della precarietà sociale. La parola ‘rispetto’ affonda le sue radici in ‘respicere’ che letterariamente significa guardare di nuovo, guardare indietro: richiama il dovere di non cedere alla smania del giudizio immediato figlio dell’emotività, che non tiene conto delle storie delle persone, delle loro battaglie interiori. Vogliamo allenarci alla bellezza del prendersi cura, del fare attenzione, del preoccuparsi della vita altrui, così che la comunità possa crescere in armonia facendo assaporare in chi ne fa parte il gusto dell’appartenenza alla medesima famiglia umana.




A Parma il Festival nazionale degli empori solidali: 170 partecipanti da quasi 50 empori in Italia

Parma, 10 febbraio 2026 – Grande partecipazione al Festival nazionale degli empori solidali, svoltosi sabato scorso, 7 febbraio, a Parma e organizzato da Centoperuno ODV – Emporio Market Solidale Parma, con l’Associazione degli Empori Solidali Emilia Romagna ODV. L’evento ha registrato un’ampia adesione, con l’aula K16 dell’Università degli Studi – Dipartimento di Economia – che ha accolto 170 partecipanti provenienti da quasi 50 empori solidali italiani.

Negli ultimi anni si è registrato un aumento rilevante delle persone che accedono agli empori solidali. La povertà, infatti, è cambiata, coinvolgendo fasce sempre più ampie della popolazione e manifestandosi in forme nuove e differenti, come sottolineato anche da Elena Saccenti, Vicepresidente di Fondazione Cariparma: «Le problematiche che gli empori solidali affrontano ogni giorno sono diffuse, ma spesso dimenticate o sottovalutate. Nel tempo, nel percorso di condivisione tra Fondazione ed Emporio di Parma, ci siamo resi conto che, partendo dal bisogno alimentare, emerge con sempre maggiore evidenza come la povertà sia un fenomeno multidimensionale: numerosi e differenti sono i fattori che la determinano e che incidono sulle disuguaglianze».

Per gli empori solidali si è reso quindi necessario porsi una domanda centrale: “Quanta strada ancora da percorrere?”. Questo interrogativo ha rappresentato il filo conduttore dell’intera giornata, stimolando una riflessione partecipata su come affrontare il futuro con maggiore efficacia. Ma non solo, un’occasione anche per valorizzare le esperienze maturate e messe in comune nel corso del tempo e quindi per riflettere anche su quanta strada è già stata fatta insieme: «Se vogliamo contrastare in modo efficace queste fragilità, è fondamentale lavorare insieme – ha concluso Saccenti -, attraverso interventi trasversali e una collaborazione concreta tra Istituzioni, mondo del volontariato e imprese. Questo rappresenta un ulteriore insegnamento prezioso che l’esperienza dell’Emporio ci offre e che la Fondazione ha scelto di sostenere con continuità nel corso degli anni: l’importanza del lavoro in sinergia». Un lavoro condiviso fondamentale, evidenziato anche da Chiara Tommasini, Presidente CSVnet Ets: «Gli empori solidali sono un progetto multi-attore, che coinvolge tante reti e soggetti con compiti diversi. Tra questi anche la Rete dei Centri per il

Servizio di Volontariato svolge un importante ruolo di supporto: contribuisce a costruire connessioni, attivando e facilitando i processi, e soprattutto condividendo una visione comune. Nel percorso di ricerca all’interno delle comunità, in questi anni il contributo della Rete si è dimostrato flessibile e differenziato per rispondere al meglio ai bisogni specifici dei territori. Noi ci siamo e continueremo ad esserci. Il nostro supporto, spesso “invisibile”, è però importante per mettere in connessione e in dialogo le persone, che è uno degli aspetti più preziosi e significativi del nostro lavoro».

La mattinata ha visto il contributo di Elena Mazzoni, Assessora ad Agenda Digitale, Legalità, Contrasto alle povertà Regione Emilia Romagna, e di importanti rappresentanti di enti e Istituzioni, con la moderazione della giornalista Alice Facchini. Il Prof. Giovanni Vecchi, dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata, ha approfondito il tema delle disuguaglianze in un mondo in continuo mutamento, mentre la Prof.ssa Chiara Saraceno, dell’Università di Torino, ha offerto una lettura attuale del fenomeno della povertà. La Dott.ssa Caterina De Benedictis, Euricse, ha illustrato lo stato degli empori solidali in Italia, mentre il Dott. Paolo Valente, Vicedirettore Vicario Caritas Italiana, ha posto l’accento sul ruolo fondamentale delle comunità nel contrasto alla povertà.

Interventi che hanno riscosso grande interesse tra i partecipanti, stimolando domande e un confronto attivo con il pubblico.

La sessione pomeridiana ha impegnato i partecipanti in lavori di gruppo guidati, dedicati alle nuove forme di povertà legate al lavoro, alla povertà alimentare e alle strategie di contrasto allo spreco. Le attività sono state condotte dai docenti dell’Università degli Studi di Parma: Simone Baglioni, Professore di Sociologia, Francesca Scazzina, Professoressa di Nutrizione Umana, e Cristina Mora, Professoressa di Economia agraria.

Hanno partecipato all’evento Ettore Brianti, Assessore alla Politiche Sociali Comune di Parma, Alessandro Picinini, Consigliere Fondazione Cariparma, Giancarlo Muzzarelli, Consigliere Regione Emilia Romagna, Barbara Lori, Vicepresidente Assemblea Regione Emilia Romagna, Fabrizio Storti, Prorettore Vicario e Prorettore alla Terza Missione Università di Parma, Filippo Monari, Delegazione Caritas Emilia Romagna, Roberto Berselli, Portavoce Forum Terzo Settore Provincia di Parma, Luigi Prini, Presidente dell’Associazione Empori Solidali dell’Emilia-Romagna, Maurizio De Vitis, Presidente Centoperuno ODV – Emporio Market Solidale Parma e numerosi volontari e volontarie.

Il Festival è stato realizzato con il contributo di Fondazione Cariparma e Regione Emilia-Romagna e in collaborazione con Università degli Studi di Parma, CSVNet Emilia Romagna, Forum Terzo Settore, e con il Patrocinio del Comune di Parma.