Il diritto al lavoro e le opportunita’ della legge regionale 14/2015

La legge regionale 14 e’ stata approvata nel 2015, ma solo oggi sta’ entrando in fase attuativa. Nella gazzetta ufficiale regionale viene definita come “DISCIPLINA A SOSTEGNO DELL’INSERIMENTO LAVORATIVO E DELL’INCLUSIONE SOCIALE DELLE PERSONE IN CONDIZIONE DI FRAGILITÀ E VULNERABILITÀ, ATTRAVERSO L’INTEGRAZIONE TRA I SERVIZI PUBBLICI DEL LAVORO, SOCIALI E SANITARI”.

Il diritto al lavoro e’ sempre stato un diritto fragile, non ha mai visto una sua completa attuazione, se pur con importanti differenze territoriali. Dal 2008 la crisi economica ha esasperato questa fragilita’, trasformandolo in un miraggio per molti e motivo di una reale preoccupazione generazionale per il futuro. Colpiti maggiormente sono le giovani generazioni e le fasce deboli, strette in un mercato del lavoro precario e spesso irrispettoso dei legittimi diritti delle persone fragili. Oggi in una diffusa precarieta’, le aziende che possono offrire lavoro giocano spesso la loro posizione di dominanza. Risultato una situazione di  ulteriore condizione lavorativa segnata da percorsi professionali discontinui e non-professionalizzanti.
La formazione, oggi, e’ l’unica risorsa che la persona puo’ spendere nel mercato del lavoro,  salvando un ruolo di contrattazione tra chi offre e chi richiede lavoro.  Il bisogno maggiore di sostegno all’occupabilita’ e’ presente tra le fasce deboli (coloro che hanno problemi sanitari o sociali e quindi sono in carico ad un Servizio) e le nuove generazioni, soprattutto nei casi in cui i curriculum formativi sono discontinui, frammentati o in campi  che risultano di difficile occupabilita’ poiche’ settori colpiti dalla crisi (edilizia e settori connessi).

Per un intervento in questo delicato settore la regione ha agito un generale riordino della formazione e del sistema dei Tirocini Formativi, strumento importante per far incontrare offerta lavorativa e fasce deboli. La legge 14 in attuazione ha ambiziosi obiettivi che vanno dal:

  • profilare le persone in modo da spendere le risorse in modo efficace,
  • costruire progetti formativi e di sostegno per ricollocare i lavoratori presso le attivita’ oggi in ripresa.

Quindi non solo interventi SPOT di sostegno momentaneo, ma progetti integrati con una presa in carico. La presa in carico unitaria viene realizzata da una Equipe multiprofessionale dove è sempre presente un operatore del centro per l’impiego; sono inoltre presenti un operatore dei servizi sociali nonché dei servizi sanitari, anche cumulativamente, in relazione alle problematiche concernenti la persona.

Parte Oggi la possibilita’ per chi e’ nelle FASCE DEBOLI (non necessariamente con invalidita’ riconosciuta, ma anche solo in carico ad un servizio sociale o sanitario) di accedere a Tirocini Formativi e a progetti integrati di sostegno all’occupazione. Chi si riconosce in tale fasce deve rivolgersi all’operatore Sociale o Sanitario di riferimento ( Assistente sociale, Educatore professionale, Orientatore dell’uffici di collocamento, Uffici servizi sociali comunali) per chiedere informazioni sulla possibilita’ fornite dalla legge, su cui la regione ha investito ingenti risorse.

Per ulteriori informazioni: CENTRO PER L’IMPIEGO di Borgo val di Taro Via Alberto Zanrè, 2, 43043 Borgo Val di Taro (PR) tel. 0525 96209

SLIDE SULLA LEGGE Regionale 14/2015

PORTALE REGIONALE FORMAZIONE E LAVORO




Se 27mila vi sembran pochi: povertà a Parma nello studio di Ghirardini – Repubblica.it

Nel 2014 in provincia di Parma le famiglie e le persone in condizione di povertà relativa potrebbero attestarsi, rispettivamente, intorno alle 8 mila e alle 27 mila unità, con una corrispondente incidenza su famiglie e persone residenti del 4,1% e del 6,0%.

I dati sono frutto di un dettagliato report dal titolo “Il bisogno, il lavoro, la famiglia” a cura di Pier Giacomo Ghirardini presentato lo scorso maggio nel corso di un incontro organizzato nel centro pastorale diocesano di viale Solferino.

Spunti e dati numerici che tornano utili mentre l’Oxfam rileva l’aumentare dello squilibrio tra super ricchi e un numero crescenti di persone disagiate.

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Inps: assegno di disoccupazione, arrivano le istruzioni

L’Inps, con una circolare pubblicata oggi, fornisce le istruzioni per la presentazione della domanda di assegno di disoccupazione (Asdi). L’assegno, che è una misura assistenziale a carattere sperimentale, sottolinea l’ente, è riservato ai disoccupati che sono in possesso dei seguenti requisiti: aver fruito della Naspi per la durata massima spettante; essere ancora in stato di disoccupazione al termine del periodo di fruizione della Naspi; essere componenti di un nucleo familiare in cui sia presente almeno un minore di anni 18, ovvero avere un’età pari o superiore a 55 anni e non avere maturato i requisiti per il pensionamento di vecchiaia o anticipato.

Ma non solo. L’assegno è riservato ai disoccupati che sono in possesso di una attestazione dell’Isee, in corso di validità, da cui risulti un valore dell’indicatore pari o inferiore ad euro 5.000; che non hanno usufruito dell’Asdi per più di 6 mesi nei 12 mesi precedenti il termine del periodo di fruizione della Naspi e per più di 24 mesi nel quinquennio precedente il medesimo termine; che hanno sottoscritto, presso i competenti centri per l’impiego, un progetto personalizzato, o patto di servizio, di presa in carico.

L’importo dell’Asdi è pari al 75% dell’ultima indennità Naspi percepita e non può essere superiore all’ammontare dell’assegno sociale. L’importo può essere incrementato in base alla presenza di uno o più figli minori a carico nel nucleo familiare, qualora l’altro genitore non usufruisca degli assegni per il nucleo familiare (Anf) per gli stessi. Nei periodi di percezione dell’assegno non sono erogati gli Anf; inoltre tali periodi non sono coperti da contribuzione figurativa. La domanda di Asdi è telematica e va presentata alla fine del periodo massimo di fruizione della NASpI, entro e non oltre i 30 giorni successivi.

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