CARITAS ITALIANA – Presentato il nuovo Rapporto Povertà 2024
Category: DIRITTI,VARIE
21 Novembre 2024
La povertà assoluta interessa oltre 5,7 milioni di persone, quasi un decimo della popolazione italiana. «Lungo il percorso che tracciamo con questo Rapporto – scrive nell’introduzione don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana – incontriamo volti e storie, scorgiamo i sogni infranti e le speranze tenaci di chi, giorno dopo giorno, affronta il peso della povertà. Attraverso questo strumento non vogliamo offrire solo una fotografia della povertà in Italia, ma intendiamo rilanciare l’invito a guardare oltre le cifre per riconoscere l’umanità ferita che vibra dietro ogni numero. È una chiamata alla solidarietà, alla consapevolezza che ogni piccolo gesto, ogni passo verso l’altro, può fare la differenza».
Rapporto 2022 su povertà ed esclusione sociale in Italia – L’ANELLO DEBOLE
Category: DIRITTI
21 Novembre 2024
In occasione della Giornata internazionale di lotta alla povertà (17 ottobre), Caritas Italiana divulga il suo 21° Rapporto su povertà ed esclusione sociale dal titolo “L’anello debole”. Il testo prende in esame le statistiche ufficiali sulla povertà e i dati di fonte Caritas, provenienti da quasi 2.800 Centri di Ascolto Caritas su tutto il territorio nazionale.
Record di poveri dopo il 2019, i giovani sono sempre piu’ poveri.
Le statistiche ufficiali. Nel 2021 la povertà assoluta conferma i suoi massimi storici toccati nel 2020, anno di inizio della pandemia da Covid-19. Le famiglie in povertà assoluta risultano 1 milione 960mila, pari a 5.571.000 persone (il 9,4% della popolazione residente). L’incidenza si conferma più alta nel Mezzogiorno (10% dal 9,4% del 2020) mentre scende in misura significativa al Nord, in particolare nel Nord-Ovest (6,7% da 7,9%). In riferimento all’età, i livelli di povertà continuano ad essere inversamente proporzionali all’età: la percentuale di poveri assoluti si attesta infatti al 14,2% fra i minori (quasi 1,4 milioni bambini e i ragazzi poveri), all’11,4% fra i giovani di 18-34 anni, all’11,1% per la classe 35-64 anni e al 5,3% per gli over 65 (valore sotto il la media nazionale).
Bassa istruzione e disoccupazione caratterizzano le nuove poverta’,
Si rafforza nel 2021 la consueta correlazione tra stato di deprivazione e bassi livelli di istruzione. Cresce infatti il peso di chi possiede al massimo la licenza media, che passa dal 57,1% al 69,7%; tra loro si contano anche persone analfabete, senza alcun titolo di studio o con la sola licenza elementare. Nelle regioni insulari e del sud, dove lo ricordiamo c’è una maggiore incidenza di italiani, il dato arriva rispettivamente all’84,7% e al 75%. Strettamente correlato al livello di istruzione è, inoltre, il dato sulla condizione professionale che racconta molto delle fragilità di questo tempo post pandemico. Nel 2021 cresce l’incidenza dei disoccupati o inoccupati che passa dal 41% al 47,1%; parallelamente si contrae la quota degli occupati che scende dal 25% al 23,6%. In tal senso prevalgono, come di consueto le difficoltà legate a uno stato di fragilità economica, i bisogni occupazionali e abitativi; seguono i problemi familiari (separazioni, divorzi, conflittualità), le difficoltà legate allo stato di salute o ai processi migratori.
E’ rotto l’ascensore chi e’ povero rimane povero e chi e’ nella fascia a rischio cade in poverta’
La povertà intergenerazionale. In Italia il raggio della mobilità ascendente risulta assai corto e sembra funzionare prevalentemente per chi proviene da famiglie di classe media e superiore; per chi si colloca sulle posizioni più svantaggiate della scala sociale si registrano invece scarse possibilità di accedere ai livelli superiori (da qui le espressioni “dei pavimenti e dei soffitti appiccicosi”, “sticky grounds e sticky ceilings”).
Il rischio di rimanere intrappolati in situazioni di vulnerabilità economica, per chi proviene da un contesto familiare di fragilità è di fatto molto alto. Il nesso tra condizione di vita degli assistiti e condizioni di partenza si palesa su vari fronti oltre a quello economico. In primis nell’istruzione. Le persone che vivono oggi in uno stato di povertà, nate tra il 1966 e il 1986, provengono per lo più da nuclei familiari con bassi titoli di studio, in alcuni casi senza qualifiche o addirittura analfabeti (oltre il 60% dei genitori possiede al massimo una licenza elementare). Anche sul fronte lavoro emergono degli elementi di netta continuità. Più del 70% dei padri dei nostri assistiti risulta occupato in professioni a bassa specializzazione. Per le madri è invece elevatissima l’incidenza delle casalinghe (il 63,8%), mentre tra le occupate prevalgono le basse qualifiche. Il raffronto tra le due generazioni mostra che circa un figlio su cinque ha mantenuto la stessa posizione occupazionale dei padri e che il 42,8% ha invece sperimentato una mobilità discendente (soprattutto tra coloro che hanno un basso titolo di studio).
Rimanere in un contesto di poverta’ lede la propria autostima e le capacita’ per uscirne.
Emerge un quadro in cui ai fattori fondamentali che determinano la trasmissione della povertà (educativa, lavorativa ed economica), si aggiungono la dimensione psicologica (bassa autostima, sfiducia, frustrazione, traumi, mancanza di speranza e progettualità, stile di vita “familiare”), conseguenza di un vissuto lungamente esposto alla povertà e una più ampia dimensione socio-culturale (territorialità, contesto familiare, individualismo, sfiducia nelle istituzioni e nella comunità, povertà culturale), che coinvolge tutta la società ma si amplifica nelle fasce di popolazione in situazione di disagio. L’ascolto dei direttori dei CFP Salesiani conferma l’impatto del Covid-19: per almeno quattro studenti su cinque, la pandemia ha influito significativamente nella pianificazione del loro futuro, soprattutto in termini negativi.
Importanza del Reddito di Cittadinanza ma non sufficiente c’e’ bisogno di riqualificazione professionale ed occupazione
il Reddito di Cittadinanza, è stata finora percepita da 4,7 milioni di persone, ma raggiunge poco meno della metà dei poveri assoluti (44%). Sarebbe quindi opportuno assicurarsi che fossero raggiunti tutti coloro che versano nelle condizioni peggiori, partendo dai poveri assoluti. Accanto alla componente economica dell’aiuto vanno garantiti adeguati processi di inclusione sociale. Ma al momento una serie di vincoli amministrativi e di gestione ostacolano tale aspetto.
AUGURI DI NATALE e BUONE FESTE! Sabato 30 dicembre
Category: EVENTI
21 Novembre 2024
SABATO 30 alle 18.00 presso CASA MOLINARI
Tutti siete invitati dalla Caritas per un brindisi di auguri e di ringraziamento!
In questi giorni di festa, in cui possiamo rallentare e dedicarci maggiormente ai Nostri affetti, ci rendiamo maggiormente consapevoli di cosa e’ importante, di cosa rende la Nostra vita degna di essere vissuta. Una sosta, davanti al presepe in adorazione del bambino, un saluto con gli amici o un momento di allegria insieme alla nostra famiglia possono essere un momento di consapevolezza di cosa ci rende Sereni. Quindi a tutti, un Sereno 2018 in cui le relazioni ci possano aiutare a conquistare o riconquistare la Nostra serenita’.
Un particolare ringraziamento a tutti i volontari , ai numerosi donatori piccoli e grandi che nel 2017 hanno voluto dedicare un poco del loro tempo e delle loro energie agli altri. Non solo alla loro serenita’, ma per aiutare chi e’ in difficolta’ ha riconquistare quella tranquillita’ e sicurezza che in questi anni di crisi molti hanno perduto.
Un pensiero speciale alle persone che conducono l’Emporio, ai ragazzi rifugiati, se pur loro in difficolta’ hanno contribuito con la loro forza lavoro volontaria al funzionamento della struttura. Un ringraziamento a Don Angelo che ha sempre visto nell’emporio un segno reale di solidarieta’ verso le persone in difficolta’ nello spirito cristiano che lo guida.
Quello dell’emporio e’ un lavoro difficile, spesso sottoposto a giudizi e critiche. A chi da lontano ci guarda con sospetto pongo l’invito a venire, anche solo un giorno, per capire che cosa cerchiamo di fare nei confronti di chi ha bisogno di aiuto. Lavorare con il bisogno e le diversita’ non e’ cosa facile, ma crediamo di essere un segno tangibile di come una piccola realta’ come Borgotaro possa dimostare la propria solidarieta’.
Family symbol
Nel 2017 hanno fatto accesso costantemente circa 80 famiglie residenti da Solignano a Tarsogno, con un complessivo di circa 300 persone di cui 90 minori, molti bambini dai 0 ai 3 anni. Non dobbiamo dimenticare che la crisi ha colpito soprattutto le famiglie. L’aiuto che abbiamo potuto fornire non e’ molto, cibo, pannolini, e un ascolto e spesso un tentativo di costruire un percorso di autonomia in collaborazione con i Servizi.