Compilare D.S.U. per l’ISEE

tascaInformazioni e documenti necessari per la compilazione della dichiarazione sostitutiva unica D.S.U.
Per la compilazione della dichiarazione è necessario, in linea generale, disporre delle informazioni e dei documenti di seguito riportati se esistenti, relativamente a tutti i componenti il nucleo familiare:

  1. dati anagrafici e codici fiscali
  2. gli estremi di registrazione del contratto di locazione e il relativo canone annuale, se la casa di abitazione del nucleo è in locazione
  3. codice azienda ASL
  4. attività svolta
  5. ultima dichiarazione dei redditi presentata – modello unico, modello 730 – o ultimo modello CUD, in caso di mancata presentazione della dichiarazione
  6. ammontare complessivo del patrimonio mobiliare al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione (depositi bancari/postali, titoli di stato, obbligazioni, quote di partecipazione in società, ecc.) e i dati relativi agli intermediari che custodiscono/gestiscono tale patrimonio (ad esempio il codice CAB e ABI per la banca)
  7. valore, come definito ai fini ICI e in base alla quota posseduta, dei singoli immobili (fabbricati, terreni) posseduti al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione
  8. valore della quota capitale residua dei mutui relativi agli immobili indicati nella dichiarazione (ammontare al 31 dicembre dell’anno precedente alla presentazione della dichiarazione)

Per la presentazione della dichiarazione é necessario, inoltre, esibire al Caf un documento di identità non scaduto o la carta di soggiorno.
reddito
La dichiarazione deve essere sottoscritta dal cittadino che si assume la responsabilità dei dati dichiarati sui quali possono essere effettuati controlli, per accertarne la veridicità, da parte degli Enti erogatori anche tramite la Guardia di Finanza. Il rilascio dell’ISE e ISEE e’ gratuita.




Occupazione lavorativa a Parma nel 2013

L’aggiornamento al primo trimestre 2013 dei dati Istat della rilevazione sulle forze di lavoro ha visto un ulteriore aggravamento della disoccupazion e che ha registrato una crescita esplosiva, sia in Italia che in Emilia+Romagna, dal terzo trimestre 2011 al primo trimestre 2013, cioè i sette trimestri su cui si è rilevata la nuova fase recessiva sul prodotto interno lordo e sulla produzione industriale. Questa formidabile crescita della disoccupazione non ha accennato a rallentare nemmeno nei mesi di aprile e maggio, registrando invece nuovi aumenti, sia in termini assoluti che relativi: stando infatti ai dati provvisori disponibili per il livello nazionale, nel mese di maggio 2013, il numero delle persone in cerca di occupazione ha subito un aumento congiunturale dell’1,8%, arrivando a 3 milioni 140 mila unità, come dato destagionalizzato, il tasso di disoccupazione totale è salito al 12,2% e quello giovanile al 38,5%.

produzioneAd aggravare un simile quadro – che, di per sé, sarebbe difficile pensare in termini peggiorativi –sta un fenomeno nuovo, sulle cui conseguenze non si è ancora sufficientemente ponderato: va infatti sottolineato, con grande enfasi, che sin dall’inizio della nuova fase recessiva, innescata dalla crisi dei debiti sovrani, il numero delle persone in cerca di occupazione ha sì, da subito, registrato una progressione di intensità e velocità mai vista, superiore rispetto allo shock prodotto nell’immediato dalla Great Recession, ma fino al secondo trimestre 2012, né in Italia né in Emilia+Romagna si era ancora realizzata una significativa riduzione degli occupati, tale da spiegare una siffatta esplosione dei disoccupati – che, fra l’altro, non tiene conto dei lavoratori «cassintegrati» e degli inoccupati ormai «scoraggiati» dall’intraprendere azioni di ricerca di lavoro.
Ma ciò che più conta è che, in entrambi i casi, il fenomeno di questa nuova riduzione del livello degli occupati è in decisa accelerazione e parrebbe essere solo all’inizio – con tutte le comprensibili e prevedibili implicazioni in termini di un’ulteriore crescita della disoccupazione nel medio periodo.
Quali settori produttivi hanno le peggiori performance occupazionali?
Per descrivere la crisi dell’edilizia e dei lavori pubblici non mancano i dati ma gli aggettivi.
Il confronto con il disastrato settore dell’edilizia e costruzioni non deve però relativizzare gli elementi di crisi delle altre attività industriali, in particolare per quanto riguarda le attività manifatturiere. La spiegazione della deludente performance di questo settore, nel primo trimestre 2013, non è tuttavia semplice o immediata.
incercaIn primo luogo è continuata la crisi nella meccanica generale (fabbricazione di prodotti in metallo), settore, si badi bene, che non comprende la fabbricazione di macchinari ed apparecchiature meccaniche, ma che riguarda, in gran parte, la produzione di semilavorati metallici. Il settore della fabbricazione di macchinari, dei farmaceutici tiene i livelli occupazionali, mentre il settore chimico ed elettronico sono in profonda crisi occupazionale, dati positivi nell’ultimo periodo solo nel settore alimentare e delle lavorazione di prodotti minerali non metalliferi.




Abolire il reato di clandestinita’

Il direttore nazionale della Caritas, si augura che le parole di Francesco da Lampedusa siano come una bomba nel mondo politico italiano. Parlando da quel lembo di terra che unisce l’Africa all’Europa, piangendo su quelle vittime innocenti seppellite sotto il mare, il Papa ci ha preso per i capelli e ci ha riportati dentro la storia.
Ci ha detto delle lacrime necessarie a essere uomini. E ha messo a nudo l’assurdità di una legge, quella che prevede il reato di clandestinità, fatta “sulla pelle delle persone”, come ha detto il ministro dell’Integrazione Kyenge.
Una legge crudele, che trasforma una condizione, quella di clandestino, in uno “stigma” e che solo il nostro buon cuore di “italiani brava gente” ha impedito che facesse ancora più danni di quelli che poteva fare. E che soprattutto non serve a nulla sul piano della pretesa sicurezza. Una finta emergenza buona a legittimare il potere di qualche satrapo di bassa lega.

Sul piano dei diritti civili forse è venuto il momento che l’Italia si scrolli di dosso un bel po’ di polvere di ipocrisia e populismo, senza divagare sui se e sui ma (come ha arzigogolato l’onorevole Cicchitto) per farci tornare in questo nostro tempo. Il tempo dell’integrazione, della solidarietà, dell’aiuto reciproco, del “meticciato” che ci rende più liberi e forti. Qualcosa da inserire in una prospettiva che dall’ottica della difesa dei confini passi a quella della dignità della persona.clandestina
Ora che il Papa ci ha spiegato che l’immigrazione non è un’emergenza ma una normalità è venuto il momento di abolire lo stigma, di restituire il Paese al suo futuro di integrazione, cancellando senza se e senza ma un reato che non è un reato ma solo una macchia infamante foriera di soprusi, che arrivano persino a non poter curare un povero Cristo in un pronto soccorso costringendo il medico di guardia a fare la spia. Prima ci libereremo del reato di clandestinità e prima potremmo dirci uomini e cittadini. L’immigrazione ora è affare di tutti. [tratto da: Famiglia Cristiana]