Confcommercio: indice della miseria ai massimi dal 2006. Italia sempre più nel baratro

Il misery index italiano, conosciuto come indice del disagio sociale o indice della miseria, è salito nel mese di novembre a un valore pari a 22 punti. La Confcommercio, che si occupa della rilevazione, ha attestato un aumento dello 0,3% rispetto al mese di ottobre.

nuovi_poveri13L’indice della miseria è così arrivato al livello più alto da 6 anni, vale a dire da gennaio 2007.

Secondo l’Associazione la crescita è dovuta all’aumento della disoccupazione estesa (0,2% e al parallelo, nonché modesto, incremento dell’inflazione di beni e servizi ad alta frequenza.

Confcommercio ha ricordato anche che, nello stesso arco di tempo, il tasso di disoccupazione ufficiale dell’Italia è crescito al 13,4%, +0,1% rispetto al mese precedente, ma soprattutto +0,9% rispetto allo stesso mese del 2013. Il numero dei disoccupati si attesta attualmente a 3 milioni 457mila unità (+40mila sul mese precedente e +264mila rispetto a novembre del 2013).Mentre, in parallelo, il numero degli occupati a novembre è sceso di 48mila unità rispetto ad ottobre …………..Continua

http://www.forexinfo.it/Confcommercio-indice-della-miseria




EXPO delle idee “Questa economia uccide”

Parte l’evento piu’ importante del 2015 l’EXPO di milano sull’alimentazione, un momento che vuole mettere al centro del pensiero mondiale il diritto all’alimentazione, e alla produzione di alimenti di qualita’. Il videomessaggio di Papa Francesco parte dal discorso fatto in occasione della visita alla Fao, per fare sentire forte il suo appello alle istituzioni: «rinunciare all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e agire anzitutto sulle cause strutturali della inequità». Dignità per tutti, esorta Bergoglio, che invita a non perdersi in sterili «sofismi». «Oggi – osserva il Papa – nonostante il moltiplicarsi delle organizzazioni e i differenti interventi della comunità internazionale sulla nutrizione, viviamo quello che il santo Papa Giovanni Paolo II indicava come `paradosso dell’abbondanza. Infatti, c’è cibo per tutti, ma non tutti possono mangiare, mentre lo spreco, lo scarto, il consumo eccessivo e l’uso di alimenti per altri fini sono davanti ai nostri occhi”. Il Pontefice indica tre atteggiamenti concreti:«Abbiate uno sguardo e un cuore orientati non ad un pragmatismo emergenziale che si rivela come proposta sempre provvisoria, ma ad un orientamento deciso nel risolvere le cause strutturali della povertà. Ricordiamoci che la radice di tutti i mali è la iniquità».

INTERVENTO DEL PAPA IN VIDEO

Il Papa invita ad essere “testimoni di carità”: «Da dove deve partire una sana politica economica? Su cosa si impegna un politico autentico? Quali i pilastri di chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica? La risposta è precisa: la dignità della persona umana e il bene comune. Purtroppo, però, questi due pilastri, che dovrebbero strutturare la politica economica, spesso sembrano appendici aggiunte dall’esterno per completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo integrale».

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«La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza o peggio ancora arroganza da padroni. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita, perché è stato un prestito che loro hanno fatto a noi. L’atteggiamento della custodia – ricorda Francesco – non è un impegno esclusivo dei cristiani, riguarda tutti».

http://www.lastampa.it/2015/02/07/italia/cronache/prove-generali-di-expo-a-milano-con-renzi-r5KK2pI0t0gpxPnE402lsM/pagina.html




Grecia, Caritas: ‘Povertà, disoccupazione e mortalità infantile. Fallimento austerity’

Impietoso il giudizio contenuto nel rapporto “Gioventù ferita”, presentato alla vigilia delle elezioni del 25 gennaio: “Le fasce socialmente più deboli e la gioventù sono le vittime principali”. Un quadro a tinte tragiche tra famiglie che rinunciano a riscaldamento e cure mediche e l’aumento dei figli abbandonati. Neanche chi ha un lavoro full time riesce a vivere dignitosamente.

lavoro?
La crisi greca ha prodotto gli stessi danni di una guerra, abbattendosi soprattutto su bambini e ragazzi. E la stabilità economica altro non è che un’irraggiungibile terra promessa. Lo scrive chiaramente la Caritas Italiana nel dossier “Gioventù ferita”, presentato alla vigilia delle elezioni che mettono la Grecia davanti a un bivio con Tsipras che continua a ripetere: “Non rispetteremo gli accordi presi dai nostri predecessori”. Numeri, dati e testimonianze raccolte dall’organismo pastorale della Cei – impegnato dal 2011 nella penisola ellenica con svariati progetti di supporto per la popolazione – scattano una fotografia impietosa dello stato di salute delle fasce più giovani della popolazione dopo sei anni di crisi e cure imposte dalla Troika. Nel rapporto non mancano infatti passaggi duri nei confronti dell’Europa: “I nuovi dati provenienti dalla rete dei centri di ascolto e di aiuto delle Caritas locali confermano che le politiche internazionali ed europee adottate in Grecia sono sostanzialmente fallimentari. Le fasce socialmente più deboli e la gioventù in particolare sono le vittime principali: ferite, deluse, arrabbiate, che però non hanno perso la speranza”, si legge nel dossier.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/01/25/grecia-caritas-poverta-disoccupazione-mortalita-infantile-politiche-ue-fallimentari/1365651/