PACE – TUTTI I DIRITTI UMANI PER TUTTI

Primo Luglio, in una bella e fredda giornata estiva abbiamo partecipato alla MARCIA DELLA PACE promossa dal comitato INTERSOS Valtaro. Insieme a Noi tanti amici che da ogni parte del mondo sperano in un mondo migliore in cui la pace possa guidare l’agire dell’uomo e delle sue istituzioni.

Abbiamo Marciato con Yonas un giovane Maratoneta che con la sua energia ci ha guidato da Compiano a Strela. Abbiamo ascoltato le parole di FLAVIO LOTTI – Marcia della pace PERUGIA- ASSISI e di Alessandra Morelli delegata UNHCR.

Ma soprattutto, per un momento, sul quel piazzale siamo stati uniti nelle differenze. Insieme a tanti ragazzi Rifugiati, alla Comunita’ PAKISTANA, UCRAINA, PALESTINESE E SIRIANA che per un pomeriggio hanno rappresentato il mondo che si univa a Strela intorno ad una speranza di PACE. Tutti i diritti umani per tutti .

 

 




Parlamento europeo: approvata la risoluzione in materia di spreco alimentare

Il Parlamento europeo ha votato la risoluzione proposta dalla onorevole Borzan (nella foto) che sollecita gli Stati membri stabilire una gerarchia di azioni antispreco: come la donazione delle eccedenze alimentari ai fini del consumo umano. Italia indicata quale esempio di best practice.

Lo scorso 16 maggio la sessione plenaria del Parlamento europeo ha approvato con 623 voti a favore, 33 contrari e 20 astensioni una risoluzione d’iniziativa[1] su “Efficienza sotto il profilo delle risorse: ridurre lo spreco alimentare, migliorare la sicurezza alimentare” proposta dall’on. Biljana Borzan.

I deputati europei, riconoscendo che “il cibo è un bene prezioso” e che “gli sprechi alimentari hanno costi sociali, economici ed ambientali elevati ed implicazioni etiche”, invitano la Commissione europea e gli Stati membri a ridurre lo spreco alimentare del 30% entro il 2025 e del 50% entro il 2030, come previsto dagli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

In questa relazione il Parlamento europeo ritiene in modo chiaro la necessità di stabilire una gerarchia di azioni che vede la prevenzione come misura prioritaria, subito seguita dalla ridistribuzione delle eccedenze alimentari ai fini del consumo umano. Infatti, viene sostenuto che “le eccedenze della catena alimentare non dovrebbero trasformarsi direttamente in rifiuti alimentari se possono essere utilizzate per l’alimentazione umana e […] una legislazione appropriata in materia di eccedenze alimentari potrebbe consentire ai rifiuti alimentari di trasformarsi in risorse”. A tal fine, i deputati europei suggeriscono alla Commissione europea alcune misure per ridurre lo spreco alimentare, come facilitare le donazioni di alimenti. Il valore delle donazioni di alimenti è evidente: permettono di aiutare persone in difficoltà che non possono permettersi di acquistare determinati prodotti alimentari o una quantità sufficiente di alimenti di qualità e allo stesso tempo ridurre lo spreco alimentare. Per questo i deputati europei hanno ribadito il valore dell’attività svolta da “iniziative sociali e promosse dal basso, come i banchi alimentari o le mense gestite dalle organizzazioni caritative, [che] riducono il livello di spreco alimentare e aiutano i più indigenti e, conseguentemente, contribuiscono alla trasformazione di una società responsabile e consapevole”.

Sorgente: Parlamento europeo: approvata la risoluzione in materia di spreco alimentare | Banco Alimentare




REDDITO DI INCLUSIONE SOCIALE: CHE COSA E’!

“Siamo passati dai circa 200 milioni del Sostegno inclusione attiva ai circa 2 miliardi del reddito d’inclusione: è una misura strutturale che quindi andrà a crescere”. Un intervento “che interesserà circa 2 milioni di persone, tra cui ci sono 7-800 mila minori che sono stati privilegiati perché prendersi cura dei minori significa attaccare alla radice la diseguaglianza, anche sul piano culturale”. Lo ha detto il presidente del Consiglio non stiamo facendo solo un trasferimento economico stiamo cercando di rendere le persone protagoniste di un sistema d’inclusione e di renderle indipendenti dal bisogno dell’assistenza”, ha concluso.

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Ecco cosa cambia

I punti d’intesa raggiunti nel memorandum firmato a Palazzo Chigi dal premier Paolo Gentiloni e l’Alleanza contro le povertà riguardano i criteri per determinare l’accesso dei beneficiari della misura, i criteri per stabilire l’importo del beneficio, i meccanismi per evitare che si crei un disincentivo economico alla ricerca di occupazione, l’attivazione di una linea di finanziamento strutturale per i servizi alla persona, il finanziamento dei servizi, l’individuazione di una struttura nazionale permanente che affianchi le amministrazioni territoriali competenti, la definizione di un piano operativo per la realizzazione delle attività di monitoraggio continuo della misura e la definizione di forme di gestione associata della stessa.

REDDITO ISEE – Nell’intesa raggiunta tra l’Alleanza e il governo è previsto che il reddito Isee non sia l’unico criterio per l’accesso al Reddito Inclusione sociale (Reis), ma si tenga conto anche del reddito disponibile, così da permettere l’accesso alla misura anche a chi è proprietario della casa in cui abita, ma versa in stato di povertà. Per accedere al Reis bisogna non avere un reddito ISEE superiore ai 6 mila euro, superiore a quella usata oggi per il Sia stabilita a 3 mila euro

IMPORTO DEL BENEFICIO – L’importo del beneficio economico è calcolato sulla differenza tra il reddito disponibile e la soglia di riferimento ISR che è la parte reddituale dell’Isee (tenuto conto della scala di equivalenza). Si ritiene – si legge nel memorandum – che l’erogazione debba coprire il 70 per cento della differenza calcolata e comunque in sede di prima applicazione della misura l’importo non deve essere inferiore all’assegno sociale mensile. Dall’importo così calcolato vengono comunque sottratte le somme percepite dalle altre misure assistenziali percepite dal nucleo familiare, ad eccezione dell’indennità di accompagnamento.

IN CASO DI OCCUPAZIONE – Per evitare che il beneficio si trasformi in un disincentivo alla ricerca di un’occupazione stabile, il Ministero del Lavoro sta studiando dei meccanismi per i quali la misura, in versione ridotta, venga erogata anche nel caso di incremento del reddito al di sopra della soglia di accesso al beneficio.

I SERVIZI PER L’INCLUSIONE – Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali s’impegna a introdurre nel Fondo alla lotta alla povertà una specifica linea di finanziamento strutturale per i servizi connessi al Reis in forma di quota vincolata da destinare ai territori. La quota vincolata destinata ai territori non dovrà scendere mai al di sotto del 15 per cento del Fondo alla lotta alla povertà e la quota destinata ai servizi d’inclusione sociale non scenderà mai al di sotto del 25 per cento del Fondo stesso.

 

Tratto da: http://www.unita.tv/focus/firmato-il-reddito-di-inclusione-ecco-i-requisiti-per-ottenerlo/