ELABORAZIONE DATI EMPORIO SOLIDALE VALTARO anno 2021

Dalla data di inaugurazione dell’Emporio luglio 2013 , con Federico si era deciso di promuovere non solo un
punto di devoluzione alimentare, ma un luogo di ascolto e riflessione della comunità.
Un luogo di comprensione delle dinamiche che velocemente cambiano il tessuto sociale.
Un luogo di informazione e sostegno alle decisioni “politiche”.
Un luogo di ridefinizione di politiche per l’equità e la giustizia sociale.
Non e’ stato compito facile in questi anni, impegnati nel quotidiano trovare le energie per rimanere
fedeli all’obiettivo.
Questo e’ un modesto e incompleto tentativo consapevoli della limitatezza delle risorse.
Cosa emerge dai numeri che con fatica e traballante competenza abbiamo cercato di ordinare?
Alcune osservazioni:
La presenza di una rilevante fetta di popolazione infante e minore tra le famiglie in difficoltà
economica.

Nel comune di Borgo Val di taro sono seguiti il 11,76% degli infanti 0-3 anni

“In valore assoluto oggi in Italia si contano 1 milione 337mila minori che non hanno l’indispensabile
per condurre una vita quotidiana dignitosa. La loro incidenza varia dal 9,5% del Centro al 14,5% del
Mezzogiorno (nel Nord si attesta al 14,4%). Tra i minori sono soprattutto ragazzi e adolescenti a
sperimentare le maggiori criticità, in particolare le fasce 7-13 anni e 14-17 anni. La povertà minorile
non può lasciare indifferenti, costituisce infatti la forma più iniqua di disuguaglianza: in primo luogo
perché incolpevole, ma anche per gli effetti di lungo corso che produrranno sulla vita dei ragazzi,
soprattutto in termini di opportunità. Appare pregiudicato l’oggi e al contempo anche il loro domani. “20
• La responsabilità di proteggere un progetto di società futura che posa i propri passi oggi,
attraverso un sostegno alla genitorialità e all’educazione.
“Un altro aspetto sul quale è importante soffermarsi è infine il dato sulla cittadinanza, che denota forti
disuguaglianze tra italiani e stranieri residenti, acuite negli ultimi dodici mesi. La povertà assoluta si
mantiene infatti al di sotto della media per le famiglie di soli italiani (6,0%) seppur in crescita rispetto al 2019
(4,9%), mentre sale al 22,2% (dal 16,1%) per le famiglie miste e al 26,7% (dal 24,4%) per le famiglie di soli
stranieri”21
• Attenzione alle famiglie con alto carico famigliare.
“Le famiglie più numerose, quelle con più figli minori, le famiglie di stranieri o con almeno un
componente straniero, le famiglie che pagano un affitto e – in misura minore- chi ha un mutuo da
pagare.”

Percentuale di Utenti con un lavoratore in Famiglia che non riesce a sostenere il carico famigliare

Il problema del lavoro e di un lavoro che possa garantire almeno l’emersione dalla povertà
con accesso paritario di tutti i lavoratori agli ammortizzatori sociali.

“La pandemia ha dunque acuito le caratteristiche di un mercato del lavoro già fortemente diseguale in termini
di genere e di età, allargando inoltre il divario tra lavoratori più o meno tutelati (tempo determinato,
stagionali, lavoratori a chiamata, ecc.). Molte delle posizioni chiuse nel 2020 riguardavano infatti lavori
precari. “24
• Attenzione alle persone anziane, in modo speciale all’aiuto alla gestione delle risorse.

Costruire momenti di rappresentanza delle componenti migratorie per aiutare una maggiore
integrazione e partecipazione. Da ciò nasce relazione con il territorio e desiderio di
costruirvi futuro.
Emersione degli aspetti illegali (lavoro in nero, affitti non regolari), riconoscimento dei
diritti, nonché fiducia nei Servizi Educativi, Sociali e Sanitari.
• L’importanza di costruire progetti integrati tra Servizi e Volontariato, la ricerca di una
collaborazione non sempre facile tra questi due mondi.
• Una fragilità specifica del territorio montano all’interno di una provincia ricca25. Fragilità
delle possibilità lavorative e formative, fragilità dei Servizi e costi maggiore di accesso alle
risorse.
A conclusione si ribadisce l’importanza di fermarsi a riflettere su ciò che si fa. Vivere troppo nel
quotidiano, nell’emergenza, nella contingenza ci fa perdere la capacità di vedere ciò che succede e
di prevedere linee di futuro.




Ascom ravviva la magia del Natale: 8 pacchi donati

Otto pacchi natalizi aspettano di essere consegnati nel nostro Emporio.
Responsabile di questa magia di Natale è la società Ascom con sede a Borgo val di Taro.
Infatti i loro dipendenti – accogliendo la proposta di Vittorio Dall’Aglio, presidente Ascom Parma- hanno donato i propri pacchi natalizi a chi ne ha più bisogno. E così, tramite la comunità di sant’Egidio, hanno bussato alle porte del nostro Emporio Solidale.
Pacchi deliziosi contenenti le specialità della regione aspettano solo di essere spacchettati.
Così, grati per questo pensiero ci impegniamo a realizzare la magia consegnando i pacchi alle famiglie bisognose e in particolare agli anziani soli, come desidera la società.
E’  vero, il giorno di Natale è passato nei nostri calendari ma lo spirito di condivisione è sempre presente in via Corridoni e nelle vie della nostra città!




LA COLLETTA ALIMENTARE 2020 e’ dematerializzata I RISULTATI

5.2 MILIONI* DI PASTI DONATI
Ancora una volta, nonostante le difficoltà del momento, la Colletta Alimentare è stata il manifestarsi concreto di una solidarietà operosa e costruttiva.
Nel periodo dal 21 novembre al 10 dicembre sono state infatti donate 2.600 tonnellate di cibo, equivalenti a 5.2 milioni di pasti. Le donazioni sono state effettuate attraverso le card messe a disposizione da Epipoli, prezioso partner di quest’anno, e disponibili nei 6.000 punti vendita che hanno aderito all’iniziativa, oppure facendo la spesa online nei siti di Amazon e Esselunga.
Gli alimenti (tonno e carne in scatola, olio d’oliva, omogeneizzati e alimenti per l’infanzia, biscotti, latte UHT, conserva di pomodoro, riso, legumi) verranno consegnati nei prossimi mesi grazie al supporto logistico di Number1 alla Rete Banco Alimentare che provvederà a distribuirli alle oltre 8.000 strutture caritative convenzionate, che sostengono circa 2.100.000 persone in difficoltà.

“Grazie! – dice Giovanni Bruno, presidente della Fondazione Banco Alimentare Onlus – La scelta di non rinunciare, a dispetto delle circostanze avverse, ad un gesto così significativo ormai diventato tradizione per il nostro Paese, ha reso a tutti evidente che non ci sono situazioni in cui ognuno non possa scegliere: come richiamato dalle parole di Papa Francesco, in tanti hanno scelto la solidarietà, “via per uscire dalla crisi migliori”.
COMUNICATO STAMPA BANCO ALIMENTARE