Non ci ucciderà la guerra ma la disugualianza

Le “grandi ricchezze” non indicano solo molti soldi, ma un fenomeno che ha effetti politici e sociali: chi possiede grandi patrimoni ha più potere e influenza, incidendo su opportunità e diritti.

Negli ultimi anni la disuguaglianza è aumentata: quasi metà della popolazione mondiale vive con meno di 8,30 dollari al giorno, mentre il numero e la ricchezza dei miliardari crescono rapidamente. Una piccola élite concentra una quota enorme di ricchezza: i più ricchi accumulano patrimoni che crescono molto più velocemente rispetto al resto della popolazione.

Anche in Italia la situazione è squilibrata: il 5% più ricco possiede quasi metà della ricchezza nazionale, più di quanto detenga il 90% più povero.

Un elemento chiave è che gran parte delle grandi ricchezze deriva da eredità: oltre un terzo dei patrimoni dei miliardari è ereditato. Questo rende la disuguaglianza “ereditaria”, limitando la mobilità sociale e le opportunità.

La concentrazione della ricchezza influisce anche sui servizi pubblici: sistemi fiscali poco equi riducono le risorse dello Stato, indebolendo sanità, istruzione e welfare, e aumentando le disuguaglianze.

In conclusione, ridurre la disuguaglianza è fondamentale per una società più stabile, equa e democratica, dove il potere del denaro non determini le opportunità di vita delle persone.




WORKING POOR: Invisibili se il lavoro non basta – storie di nuove fragilità economiche

Convegno 16 arile 10.30 Auditorio paganini SALA Paer

I working poor sono lavoratori che, nonostante un impiego retribuito, non percepiscono un reddito sufficiente a superare la soglia di povertà, faticando a coprire il costo della vita. Il fenomeno, in crescita anche in Italia (oltre 1 su 10), colpisce principalmente giovani, donne, lavoratori intermittenti, part-time involontari o con bassi livelli di formazione.

Soluzioni e Cause del Fenomeno
Definizione: L’Eurostat definisce in-work poor chi lavora almeno 7 mesi all’anno ma vive in un nucleo familiare con reddito sotto il 60% di quello mediano nazionale.
Cause principali: Salari stagnanti, contratti instabili o atipici, aumento della gig economy, dumping contrattuale e alta inflazione.
Contesto italiano: In Italia, il fenomeno è superiore alla media europea (11,8% vs 9,2% UE), con un forte impatto al Sud e tra i giovani.
Conseguenze: Incapacità di garantire un’autonomia economica, precarietà, povertà assoluta nonostante l’occupazione, smentendo l’equazione “lavoro = benessere”.
Possibili Soluzioni e Contrasto
Salario minimo: Introduzione di minimi salariali per legge.
In-work benefits: Integrazione dei redditi bassi tramite sussidi mirati.
Revisione dei contratti: Contrasto al dumping e alla contrattazione collettiva non adeguata.
Formazione: Incentivi alla riqualificazione professionale.
Il tema dei working poor evidenzia un’area grigia tra lavoro e non-lavoro, che richiede interventi strutturali per garantire la dignità dei lavoratori.





Comprendere il fenomeno del sovraindebitamento e costruire risposte comuni – Parma venerdì 27 marzo

RICREDITI A CONVEGNO

L’analisi del sovraindebitamento nel nostro Paese mostra chiaramente che non si tratta di un semplice problema di “troppe spese o troppe rate”, bensì di un fenomeno complesso, influenzato da variabili diverse che si rafforzano a vicenda.
Occorre affrontare quindi il tema con uno sguardo ampio e con una lettura incrociata di dati che vanno oltre la dimensione economica e che prendono in considerazione anche quelle territoriali, sociali, culturali e normative. Ricrediti APS, associazione attiva dal 2010 nell’ambito del microcredito e dell’educazione finanziaria, organizza con il Comune di Parma, un momento di confronto condiviso tra tutte quelle realtà che, a diverso titolo, hanno messo al centro del loro impegno istituzionale e professionale, il contrasto al sovraindebitamento.