Migranti – Cambiare le parole per deformare la realta’

Un linguaggio diverso è una diversa visione della vitaFederico Fellini

Le parole non sono solo suoni e informazione che circolano tra le persone e legano le persone l’una all’altra, sono una costruzione della realta’. Ci sono ormai scienze dello studio delle parole, se ne studiano la genesi, l’utilizzo e la frequenza per decifrare e capire la realta’ e la visione che di questa noi condividiamo socialmente. Cambiare le parole o costruirne di nuove ha sempre un intento creativo, o trasformativo della realta’. Come ci ricorda don Milani “Il padrone sa 1000 parole, tu ne sai 100; ecco perché lui è il padrone”. Le parole come potere, come concreta appropriazione della realta’.

Oggi il ministro Piantedosi in riferimento ai migranti raccolti dalle ONG nel mediterraneo che non hanno diritto a sbarcare nei porti italiani usa il termine “carico residuale”. Quelli che fino a pochi minuti prima erano uomini, umanita’ naufraga, naufraghi salvati dal mare, migranti in difficolta’ diventano un Carico oltretutto residuale.

Dal vocabolario carico “Che porta un peso, che è pieno di qualcosa” e residuale “Che costituisce residuo, rimanente, restante”, quindi un peso di cose che restano. Si crea un nuovo sillogismo per non assumersi la responsabilita’ di una scelta di fronte all’uomo che soffre. Si cambiano le parole per togliere i diritti. Prima di tutto il diritto di essere umani di soffrire. Di essere portatori di bisogni di una storia che si sta’ svolgendo nella tragedia della migrazione, nel naufragio di una vita, di una barca, di un progetto.

Quando le parole mirano a disumanizzare o solo a toglie dei diritti fondamentali alle persone ci si deve fermare. Non e’ solo una critica ad un azione politica, in un contesto complesso. Non e’ la negazione che di fronte ad una migrazione l’europa dovrebbe avere una posizione coesa. Ma e’ l’incapacita’ di accettare “la terminologia burocratica” e la modificazione della realta’ attraverso un immagine disumana di cio’ che umanamente sta’ accadendo nel mediterraneo.

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