Nuova sede l’ 8 maggio si riapre!

Stanno ultimando i lavori della nuova sede in Via De Gaperi, 7 (angolo via Abazia) a Borgotaro.

Un trasloco è sempre un trasloco! Si comprano nuove cose, se ne buttano di vecchie e soprattutto si toglie tanta polvere. Ma è anche un momento di riflessione, in cui si cerca di capire a che punto del percorso si è.

Il progetto Emporio Solidale Valtaro è nato nel 2012, sulle nascenti esigenze della crisi socio-economica del 2008 (una crisi che non ci ha più abbandonato). La Caritas parrocchiale era in forte difficoltà nel gestire la situazione e, in sinergia con la nascente Consulta del volontariato, si è progettato l’Emporio: il sesto a livello nazionale, sulle tracce di quello di Parma. Fondazione CariParma, Comune di Borgotaro e CSV Emilia (Forum Solidarietà) hanno sostenuto il progetto e un gruppo di “volenterosi” si è assunto l’onere dell’organizzazione. Nel luglio del 2013 l’inaugurazione e la partenza.

UN IMMAGINE ICONICA DEL 2013
2026 STESSA SCALA, STESSO TRAPANO, STESSA ICONA

Oggi, dopo 13 anni di storia, il progetto si è strutturato. È diventato un progetto comprensoriale, capace di dare anche risposte complesse. Dalle 37 famiglie iniziali, oggi ne segue circa 130 all’anno. Una storia ricca di persone, percorsi e relazioni che si sono intrecciati come una gigantesca rete, che oggi può rappresentare una risorsa.

Molte famiglie sono passate e poi hanno proseguito il loro cammino; molti volontari che allora hanno contribuito a costruire il progetto non sono più operativi, ma altri sono ancora presenti, in prima persona o, come si dice, “a chiamata”.

Un pensiero va a Federico, che ha guidato l’Emporio nei primi anni e che purtroppo ci ha improvvisamente lasciato, lasciando però un ricordo vivo e un grande esempio di impegno.

VOLONTARIO PITTORE

Una nuova sede e un progetto ambizioso ci mettono alla prova con nuove sfide: nasce tutto dal desiderio di aiutare le persone in difficoltà in modo accogliente ed efficace. Vogliamo migliorare l’accoglienza con ambienti più idonei e potenziare l’aiuto che forniamo, poiché i problemi sono sempre più complessi.

VOLONTARI A CHIAMATA

Per il futuro vorremmo anche migliorare la comunicazione: in questo momento la società è fortemente divisa. L’altro è spesso visto come un nemico, soprattutto se portatore di una diversità o se vive in condizioni di difficoltà. La povertà appare quasi come una colpa e questo lascia spazio alla diffidenza e all’esclusione. Abbiamo tanto lavoro davanti a noi per costruire una società più umana e solidale.

Grazie a tutti i volontari: quelli di ieri, QUELLI DI OGGI, QUELLI DI DOMANI e anche quelli “a chiamata”.




WORKING POOR: Invisibili se il lavoro non basta – storie di nuove fragilità economiche

Convegno 16 arile 10.30 Auditorio paganini SALA Paer

I working poor sono lavoratori che, nonostante un impiego retribuito, non percepiscono un reddito sufficiente a superare la soglia di povertà, faticando a coprire il costo della vita. Il fenomeno, in crescita anche in Italia (oltre 1 su 10), colpisce principalmente giovani, donne, lavoratori intermittenti, part-time involontari o con bassi livelli di formazione.

Soluzioni e Cause del Fenomeno
Definizione: L’Eurostat definisce in-work poor chi lavora almeno 7 mesi all’anno ma vive in un nucleo familiare con reddito sotto il 60% di quello mediano nazionale.
Cause principali: Salari stagnanti, contratti instabili o atipici, aumento della gig economy, dumping contrattuale e alta inflazione.
Contesto italiano: In Italia, il fenomeno è superiore alla media europea (11,8% vs 9,2% UE), con un forte impatto al Sud e tra i giovani.
Conseguenze: Incapacità di garantire un’autonomia economica, precarietà, povertà assoluta nonostante l’occupazione, smentendo l’equazione “lavoro = benessere”.
Possibili Soluzioni e Contrasto
Salario minimo: Introduzione di minimi salariali per legge.
In-work benefits: Integrazione dei redditi bassi tramite sussidi mirati.
Revisione dei contratti: Contrasto al dumping e alla contrattazione collettiva non adeguata.
Formazione: Incentivi alla riqualificazione professionale.
Il tema dei working poor evidenzia un’area grigia tra lavoro e non-lavoro, che richiede interventi strutturali per garantire la dignità dei lavoratori.





Comprendere il fenomeno del sovraindebitamento e costruire risposte comuni – Parma venerdì 27 marzo

RICREDITI A CONVEGNO

L’analisi del sovraindebitamento nel nostro Paese mostra chiaramente che non si tratta di un semplice problema di “troppe spese o troppe rate”, bensì di un fenomeno complesso, influenzato da variabili diverse che si rafforzano a vicenda.
Occorre affrontare quindi il tema con uno sguardo ampio e con una lettura incrociata di dati che vanno oltre la dimensione economica e che prendono in considerazione anche quelle territoriali, sociali, culturali e normative. Ricrediti APS, associazione attiva dal 2010 nell’ambito del microcredito e dell’educazione finanziaria, organizza con il Comune di Parma, un momento di confronto condiviso tra tutte quelle realtà che, a diverso titolo, hanno messo al centro del loro impegno istituzionale e professionale, il contrasto al sovraindebitamento.